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domenica 15 marzo 2009

Windows Vista è come Tiger

iTunes PC
That’s right, I’ve been using Vista for 5 months and I can tell it’s not so bad. I love OS X and think it’s the best Operating System available on the market, but Vista is not unusable. Let’s say Vista is something like Tiger.
Paul ha utilizzato Vista per 5 mesi e dice: "posso dire che non è poi così male. Mi piace OS X e penso che sia il miglior sistema operativo sul mercato, ma Vista non è affatto inutilizzabile. Diciamo che Vista è più o meno come Tiger".

Sottinteso: le differenze tra Tiger e Leopard non sono così marcate come la pubblicità Apple vuol dare a credere.

Nota bene: si tratta del sito "Apple Different", e la pagina da cui traggo la citazione indica un comportamento "perlomeno strano" di iTunes per Windows... "malamente progettato e scarsamente ottimizzato, tanto da non ispirare nessuna attitudine allo switch al Mac".

I clienti non sono un parco buoi da spremere...

Sebbene si tratti di un sito di fan di Apple, vale la pena di segnalare AppleDifferent perché è uno dei sempre più rari casi di clienti Apple che non sono così tonti da dire sempre che Apple è perfetta e imbattibile.

Tra le altre cose hanno dimostrato che Mac OS X è una ciofèca installabile anche anche su altri computer non-Apple, sui quali ottiene prestazioni non troppo lontane dai vecchi... iBook G4 !!!

Conclusione incredibile (solo per i fan di Apple foderati di prosciutto da tutte le parti): sui PowerPC il Mac OS X rendeva meglio.

Dicono: Form Factor may be cool, but philosophy is debatable: il design Apple potrebbe anche essere bello, ma la filosofia Apple è certamente discutibile.

DellBook: per 200$ un computer con Mac OS X

clipped from hackaday.com
dellosx
Mac OS X gira sui PC Apple, ma si può installare anche su un PC Dell Mini 9, che costa circa 200$.

Linux è meglio, ma... vuoi mettere il far schiattare di collera i fan del Mac facendogli vedere Leopard su un computer portatile che costa un decimo del MacBook Pro?

sabato 14 marzo 2009

Anche Linux sta per sorpassare iPhone

Nonostante la pubblicità martellante (perfino in TV in Italia), nonostante gli autoelogianti auspici dei siti web pro-Apple, i telefonini basati su Android (che è tutto sommato un ambiente Java fondato su Linux) stanno per sorpassare crudelmente l'iPhone.

Comicamente, la notizia viene da Gartner, cioè la fonte più citata dai fan(atici) di Apple per spacciarsi in continuo miglioramento...

giovedì 12 marzo 2009

Switch a Mac OS X...? Macché! Switch-back a Linux!!!

Nel 2005 il motivo per passare da Linux a Mac OS X fu di avere un sistema Unix con hardware carrozzato in modo elegante.

La previsione si rivelò clamorosamente sbagliata: non solo quell'hardware elegante cominciò a cacciar difettini e difettucci già al primo mese di utilizzo... ma il tanto vantato "Unix" versione Mac oltre a non essere né stabile né sicuro quanto Linux, non era né veloce né maneggevole quanto Linux.


1) Linux ringiovanisce l'hardware!

A parità di hardware, lavorare con Linux è come avere un hardware più potente, più veloce, più efficiente, più memoria... Perché mai ostinarsi ad usare un sistema Mac OS X esoso di risorse almeno quanto la peggior versione di Windows?


2) nessun software è esclusivo di Mac OS X

Di ogni software per Mac OS X esiste un equivalente gratuito per Linux. Talvolta può essere necessario "emulare Windows" (esistono varie soluzioni, e quasi sempre basta e avanza il solo Wine) ma fino ad oggi non si è mai data una almeno remota necessità di "emulare Mac OS X".


3) il Mac OS X non è affidabile

Nel Mac OS X, da qualche anno a questa pare, hanno aggiunto un cumulo di effetti speciali e... un cumulo di bug e di problemi di sicurezza. Il Mac OS X era famoso perché "stabile", in quanto costruito da chi produceva lo stesso hardware su cui doveva girare... e invece oggi presenta non di rado dei miserabili bug. Niente di sorprendente: dopotutto l'hardware dei PC Apple consiste nei soliti cloni cinesi di PC intel: dopotutto sotto ogni Mac c'è scritto: Designed in California, assembled in China.


4) Linux ha un'interfaccia user-friendly

Sono ormai passati da più di quindici anni i tempi in cui l'interfaccia grafica di Linux sembrava poco "user-friendly". Tra le interfacce grafiche, cosa cambia? Il colore della barra dei comandi? Il font utilizzato nei menu? Le icone quando si scorre una directory? Chi dice che il Mac è diverso, sta parlando solo di particolari effetti grafici.


Insomma, non ci sono motivi per rimanere su Apple Mac. Né dal punto di vista software, né dal punto di vista hardware.

mercoledì 11 marzo 2009

Quella Tremenda Ciofèca di Mac OS X

Mac OS X di tanto in tanto si perde dei dati dall'hard disk.

Se capita in qualche directory imbecille (per esempio tra i messaggi di posta elettronica dell'anno scorso, che hai ormai dimenticato da un secolo, o tra i README di programmi che hai installato e dimenticato), non c'è problema.

Il problema c'è quando si tratta di file importanti.

Mi capitò già nei primissimi tempi di Mac OS X "Tiger", e i facinorosi fan di Apple non mi volevano credere. Mi erano apparse delle misteriose righe nel dmesg, che parlano di un errore "28" di cui non si dice né se è stato risolto, né se il danno è irreparabile (dal 10.3.7 al 10.4.11 questo problema è sempre esistito):

hotfiles_evict: err 28 relocating file 30908
hotfiles_evict: err 28 relocating file 10503805
hotfiles_evict: err 28 relocating file 9362631
hotfiles_evict: err 28 relocating file 11418697
hotfiles_evict: err 28 relocating file 7271990

Beh? Dopo l'errore 28, che succede? che il file si perde?

Esatto: talvolta il file si perde nel nulla. Te ne accorgi quando è troppo tardi.

Sotto MS/DOS, a suo tempo, imparai che è bene avere più di un backup, in più posizioni fisiche diverse. L'affidabilità di Mac OS X certe volte rasenta quella dei più lerci MS/DOS dove almeno l'organizzazione dei file su disco (la puteabonda FAT) permetteva qualche undelete o addirittura il recupero manuale dai singoli settori (cosa che mi toccò fare in Osram una sera dopo la cancellazione e riscrittura di entrambe le FAT).

Anche stasera mi è capitato di sentirmi gelare il sangue nel vedere, con occhio allucinato, la totale assenza di una libreria sorgente che avevo scritto in tempi remotissimi.

Avevo un vecchio backup a portata di mano, e quindi me la sono cavata senza danni.

E poi ci sono ancora dei deficienti che vanno in giro dicendo che Mac OS X è "diverso" da Windows.

Sì, lo è nei colori delle icone.

giovedì 5 marzo 2009

Consigli per gli acquisti: Asus Lamborghini VX5

clipped from www.asus.com
Una vera bestia: Intel Core2 Quad con 4Gb RAM, con GeForce GT130M (addirittura superiore a quella dei Mac Pro desktop) con 1Gb di memoria video GDDR3... ed un terabyte di disco allo stato solido (i Mac a stento arrivano a 256), oltre che disco combo Blu-ray (che gli Apple Mac ancora non hanno!)

Mostruoso. Altro che i MacBook Pro e i Mac Pro...!

La Asus ha inventato anche una riorganizzazione strategica delle ventole per tener fissa la temperatura dove poggiano le mani, attorno ai 27 gradi. Prima o poi la Apple copierà anche questo.

mercoledì 4 marzo 2009

MOSCONE SUL CACCONE

clipped from 2.bp.blogspot.com
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhHWfyRg_Q7XooppxJ1oGAlRJwS89snC_gfEP4gHtyx3_iSwuvPE6l9eSePmD6manfs9h27HPyh37mqQ3iR5FBqvlnWcVE_VaCl3LUah5bnXpglBCSCzNaQTKnDG48Pj7XZ8jnUspxP3zrV/s400/citi2.gif
MOSCONE SUL CACCONE!

Da dove deriva questo termine? Dalla presentazione, al Moscone West, di qualche Caccone Apple.

Per esempio, dal recentissimamente aggiornato listino Apple, si vede questo "impietoso confronto", dove si dimostra che il Mac Mini "economico" della Apple costa 57 euro in meno del suo fratello maggiore dotato incidentalmente di schermo da venti pollici, webcam e processore del 33% più veloce.

iMac 20" 1099 euro
Intel Core 2 Duo da 2,66 GHz
RAM 2Gb 1066MHz
320GB Serial ATA Drive
Apple Mighty Mouse
GeForce 9400M
Apple Keyboard
+ iSigh integrata
+ Schermo da 20"

MacMini 1042 euro
Intel Core 2 Duo da 2,0 GHz
RAM 2Gb 1066MHz
320GB Serial ATA Drive
Apple Mighty Mouse
GeForce 9400M
Apple Keyboard

domenica 1 marzo 2009

La Apple si fa i fatti tuoi

clipped from www.macitynet.it

Un aggiornamento della pagina Web di supporto dedicata ad Apple TV illustra finalmente la novità integrata nel software di gestione 2.3.1. Si tratta del nuovo strumento Network Test che, descrive Apple, rileva le prestazioni del collegamento Internet dell'utente per inviarle ad Apple. Cupertino informa che i dati così raccolti permetteranno di migliorare le prestazioni dei servizi di download.

clipped from support.apple.com
Network Test sends information about your Internet connection to Apple in order to help improve download performance.
Compri una Apple TV? Sorpresina: il prodotto Apple ha l'abitudine di spedire alla Apple certe imprecisate "rilevazioni di prestazioni del collegamento internet dell'utente" (domandina: non è che prima o poi ci scappano anche le abitudini e gli orari dell'utente? con i contenuti visualizzati, quelli pagati e quelli no? sarebbe una ghiotta occasione almeno per la pubblicità mirata, alla faccia della privacy, e per chissà quali altre opportunità...).

Come al solito, l'unico modo per stare tranquilli è utilizzare software open source. Come Linux.

Nell'open source, infatti, nessuno può infilare magagne del genere, perché se ne accorgerebbero tutti e subito.

Non mi si venga a dire che quel rilevamento servirebbe a "migliorare le prestazioni". Per migliorare i "servizi di download" basta una linea più veloce. E se l'ADSL dell'utente è lenta, non c'è niente che Cupertino possa fare per migliorarla (a meno di non comprarsi la Telecom Italia e costringerla a migliorare il servizio in Italia).

Quanti altri aggeggi abbiamo in casa che (senza dircelo) sono capaci di connettersi ad internet per trasmettere a qualcuno le nostre (uhm...) "prestazioni del collegamento internet"?

Dopotutto quando il salumiere ti vende la fetta di prosciutto, mica ci infila dentro una telecamera nascosta per sapere a che ora la mangi, con chi la mangi, con cosa la mangi, perché la mangi, a che ora non la mangi e a che ora la mangi, o se invece la utilizzi per foderarti occhi e orecchie...

sabato 28 febbraio 2009

Apple, i computer da tremila euro

clipped from www.macitynet.it
confronto9
confronto11
Guardate a destra di entrambe le foto. Si tratta di un Apple MacBook Pro 17" della fine del 2007. In poco più di un anno, lo schermo risulta essere illuminato alla carlona: le aree ai bordi hanno un colore vago, il 90% dell'area centrale oscilla tra il più scuro (tre quarti sulla destra) e il poco meno scuro (in alto). Costava tremila euro.

Il nuovo Apple Macbook Pro 17" sulla sinistra ha invece il puzzolentissimo display "glossy" (lucido) con retroilluminazione, per cui essendo nuovo sembra illuminato in maniera abbastanza uniforme. Ma se guardate bene la foto, ha anch'esso le sue zone leggermente ombrate. Chissà tra un anno come sarà. Anche questo è della classe dei tremila euro...

Il mio Apple Powerbook 17" MultiSénga dell'aprile 2005 (tremila euro), dopo 15 mesi di utilizzo cominciò a cacciar fuori le linee verticali, ma solo al compiere dei due anni cominciò a perdere luminosità come quello a destra nella foto.

Insomma, la Apple è sempre una gran ciofèca. Puoi avere due anni di garanzia, puoi avere l'estensione a tre anni di garanzia, ma l'invecchiamento è precocissimo.

Questa settimana è il turno dei MacBook Air...

clipped from www.macitynet.it

Secondo quanto si apprende da vari siti americani e forum di discussione, il MacBook Air di prima generazione avrebbe un problema alla cerniera di sostegno dello schermo. Eccessivo gioco e rotture sembrano essere molto frequenti e, per ora, Apple chiede fino a 900$ per una riparazione anche se la macchina è in garanzia.

Eh, son davvero brutti tempi per i superfighetti che comprano Apple...

Immagino la faccia del Tipico SuperFighetto che comprò il MacBook Air appena uscito, magari con la costosissima estensione di garanzia e ora, a distanza di neanche un anno deve pagare 900$ per farselo riparare (alla faccia della garanzia!)

Vergogna, vergogna, vergogna!!!

Non passa settimana che non esploda l'ennesimo "caso Apple"...

Bisogna essere proprio uno sFrunz per pensare che "Apple" sia sinonimo di qualità!

Se lo vuoi Apple devi pagare il triplo



Magie dell'Apple Store.

Un MacBook con 4 giga di RAM e 250 giga di disco viene a costare 1429,01 euro.

Sabato scorso, alla fiera dei radioamatori di Pompei, un disco SATA 250 giga 5400 giri veniva 73 euro (nuovo, prezzo da negozio, nessuna offerta speciale). Notate invece come Apple chieda 90 euro di differenza per passare dal 160 al 250.

Insomma, se proprio vuoi un Macbook, compralo col disco da 160 e poi compri un disco da 250 SATA da mettere nel Macbook: così risparmi 17 euro e ti avanza gratis un disco da 160.

Notare poi come il passaggio dal 160 al 320 in Apple costi 180 euro: se non ricordo male, i SATA 320 5400 in fiera venivano venduti a cento euro.

Insomma, se proprio vuoi un Macbook, compralo col disco da 160 e poi compri due dischi da 320 SATA 5400 (di cui uno da mettere nel Macbook): così spendi solo 20 euro in più ma ti avanzano gratis un 160 e un 320 SATA; se rivendi questi ultimi due a 120 euro totali, avrai recuperato i 20 euro in più e riguadagnato 100 euro sul costo del Macbook...

Notate pure come l'espansione a quattro giga costi 140 euro di differenza, laddove un banco da due giga veniva venduto nel negozio sotto casa (che non è affatto tra i più economici) sui 65 euro.

Insomma, se proprio vuoi un Macbook, compralo con 2 giga di RAM e poi compri i quattro giga a parte: così risparmi 10 euro e ti avanzano gratis 2 giga di RAM.

Quanto costa un Macbook rispetto ad un PC equivalente?

Consideriamo questo notebook Acer AS5530G-704G25MN venduto nei negozi Expert sotto casa.

Processore: 2GHz (come il Macbook configurato sopra)
Memoria: 4Gb (come il Macbook configurato sopra)
Grafica: Radeon HD 3470 con 256Mb dedicati (equivalente al Macbook)
Superdrive: 8x dual layer (come il Macbook)
Display: 15.4" (meglio del Macbook 13")
Network: wifi a/b/g/n, ethernet 10/100/1000
Porte: quattro USB, una firewire (il Macbook ha solo 2 USB 1 FW)
Altro: webcam integrata e card reader 5-in-1 (il Macbook ha solo la webcam)

In sintesi: tutto equivalente (o migliore) rispetto al Macbook.

Morale della favola:

Apple Macbook: 1429,01 euro

Acer AS5530G: 549 euro

Con il Macbook spendi il triplo e ottieni di meno.

Ah, già: forse quei mille euro in più sul Macbook sono per la scritta "designed in California, assembled in China"... ;)

Safari 4 scopiazza da tutti, ed è la solita ciofèca!!!

Benvenuto Safari 4. Anche se ancora in versione beta fai già parlare di te per le tue novità.

Come l'indicizzazione della cronologia e dei preferiti, che già c'era in Firefox.
O come la posizione delle schede, che ora sono con più logica posizionate sopra l'indirizzo della pagina, come già fanno Chrome e Opera.
In Chrome e Opera avevamo anche già visto il riepilogo dei siti più visitati ed non può che far piacere sapere che anche i tuoi genitori di casa Apple ci abbiano dato un'occhiata.
Non manca nemmeno la grandiosa idea di raggruppare i menu in un angolino, che mi pare di averlo già visto in Internet Explorer 7.
E quel delizioso tastino con il '+', non c'è anche in Chrome con la stessa identica funzione?

Poi viene da chiedersi come mai, già che c'eri tu (o chi per te) non abbia preso a prestito un pizzico di stabilità e sicurezza, e magari anche un framework per l'utilizzo delle estensioni. Gli utenti avrebbero apprezzato.
Andrew ci fa impietosamente notare che Safari 4 annaspa dietro i concorrenti (specialmente quelli gratuiti), riuscendo a scopiazzare perfino da Internet Explorer 7...

Sul suo blog c'è anche un post sulla qualità terribilmente penosa degli auricolari dell'iPod, che saranno pure bellini ma sono una ciofèca veramente terribile quanto a qualità audio, migliori (di poco) solo degli auricolari cinesini che costano il 75% in meno (non è un modo di dire).

Insomma, auricolari ciofèca "designed in California" che costano il quadruplo di auricolari equivalenti, che equipaggiano lettori MP3 "con la mela" ma ugualmente ciofèca e che costano il quintuplo dei loro equivalenti... e la gente li sfoggia credendosi "alterrnativa"!

venerdì 27 febbraio 2009

Re: Articoli sugli Apple

Il giorno 27-feb-2009, alle ore 16:10, Italiano Anonimo <italianoanonimo@hotmail.it> ha scritto:

Ho letto molti articoli pubblicati sul suo blog e devo dire che lei è proprio
una cacca! Specialmente quanda parla male di Apple!
Lei è una cacca! Di quelle che puzzano da lontano!!


Caro amico (c'è infatti una grossa probabilità che ci conosciamo personalmente),

sono sicuro che la cacca puzzolente è lei e puzza da molto, molto lontano.

La Apple, invece, è un caccone esagerato, ma di quelli veramente esagerati.

giovedì 26 febbraio 2009

L'iPhone azzecca figuracce

Ieri sera Boris mi mostra il suo iPhone: "guarda questo programma!"

(in sottofondo la voce di Nicola: "lo ha perfino pagato!")

SBRANG!!! L'iPhone si blocca senza pietà: bisogna riavviarlo.

Interviene nuovamente Nicola (ex possessore di iPhone), con voce mesta: "succede sempre così".

Le due amiche bionde: "Uuuh, ce l'abbiamo anche noi l'iPhone!"

Gianni tira fuori il suo nuovissimo iPhone appena comprato:
- "Guarda qua", mi dice
- "Beh, che dobbiamo guardare?"
- "Aspetta che si carica..."
- "..."
- "Un attimo solo..."
- "...Si è bloccato pure il tuo? Ma allora l'iPhone è una ciofèca!"
- "No, no, sta finendo di caricare... Ecco, ora ha finito!"
- "Se si blocca pure il tuo, stasera offri la pizza a tutti!"
- "Eh, no, così non vale, non mi piacciono i giochi d'azzardo!"
(nel frattempo qualcuno alle nostre spalle stava dicendo: "io perciò ho comprato un Nokia N95!!!")


Boris ha finalmente riavviato l'iPhone. Siamo in piazza, all'aperto.
- "Ora ti faccio vedere il mio sito web", mi dice.
- "..."
- "Ora lo carica..."
- "..."
- "Aspetta un momento che lo carica..."
- "..."
- "Ma insomma, è sempre così: ogni sera non riesce a collegarsi, è tutta colpa della ${nome_compagnia_telefonica}"
- "Ah, stavolta non sarebbe colpa dell'iPhone?"

lunedì 23 febbraio 2009

Tremendo bug di sicurezza Apple

clipped from www.macitynet.it
Un ricercatore italiano, Vincenzo Iozzo, presenta alla Black Hat Conference la sua scoperta presentata alcuni giorni fa su un pericoloso bug di sicurezza di Mac Os X. Possibile iniettare codice maligno nella Ram dei computer con sistema operativo Apple.

L'attacco "fantasma" attraverso la Ram non è una peculiarità di Mac Os. Windows e Linux hanno sono stati afflitti da problemi simili in passato. Anche sistemi operativi non da Pc possono essere attaccati in maniera simile come sottolinea lo stesso ricercatore italiano che, tra gli altri, sta lavorando assieme ad altri colleghi per riprodurre la stessa situazione di rischio su iPhone.

Sarei curioso di sapere "quando" Linux sarebbe stato affetto da un problema del genere.

"In passato" è un argomento troppo generico - la solita foglia di fico dei fan di Macity.

Quel che conta, è che adesso solo Mac OS X ne è affetto. Si direbbe che Mac OS X sia il più vetusto, insicuro, squinternato e malmesso sistema operativo fra quelli citati.

domenica 22 febbraio 2009

Apple, un'altra vaccata

Tento di configurare un nuovo mouse Bluetooth (non Apple) sul mio
Apple Powerbook.

La procedura di configurazione, magicamente, chiede che sul mouse
venga digitato il pin casuale mostrato sullo schermo.

Domanda: ma alla Apple non lo sanno che solitamente i mouse sono
sprovvisti di tastierino numerico incorporato?

sabato 21 febbraio 2009

iMaccheronici e i Polli nella Tana del Lupo

(in testo normale, l'annuncio originale)  (in neretto, qualche breve ironica chiosa)


C'è qualcosa di più bello ed affidabile di un Mac? (Sì: una workstation Linux).

C'è qualcosa di più tenero ed adorabile dei bambini? (Sì: una pizza con salsiccia e provola! Tenera e adorabile, non frigna, non si lamenta, non chiede l'iPod "perché ce l'hanno tutti"!)

Come possiamo allora privare gli uni dell'altro o viceversa? (Basta ricordarci che siamo in tempi di crisi economica e finanziaria)

Apple ci pensa già da tempo e provvede ad invitare le scolaresche a partecipare ad una Gita all'Apple Store per il terzo anno consecutivo. (Ci sta pensando anche il minimarket adiacente: invitiamo le scolaresche tra gli scaffali delle lampadine, dei dadi per il brodo e del detersivo stiratutto!)

Lo fa con un comunicato stampa che recita testualmente: "Portate i vostri studenti in gita all'Apple Store per un'esperienza di apprendimento indimenticabile (l'unica indimenticabile esperienza sarebbe l'entrare lì senza comprare niente, mentre i compagni di scuola più danarosi gareggiano a chi sfoggia più acquisti di carabattole).

Durante la gita i ragazzi potranno creare qualcosa di eccezionale, direttamente in negozio (c'era bisogno del negozio Apple per farlo, vero?)

Oppure potranno portare un progetto già realizzato (su computer Apple, vero?) e trasformare il negozio in un palco dove condividere i loro risultati (impossibile condividerli a casa o a scuola, vero?) con genitori, insegnanti e amici (chi vuole scommettere che poi a nessuno di loro verrà in mente di comprare i computer, iPod e iPhone?)

Indipendentemente dall'opzione scelta, possiamo garantirvi che ci sarà da divertirsi (non si divertiranno i cassieri, che dovranno lavorare sodo, alle prese con tanti acquisti, mentre tanti bimbi frignano "lo voglio anch'io!", tanti bimbi urlano "ma l'amico mio ha quello da sedici giga!", tanti bimbi piagnucolano "ma io lo voglio con l'espansione RAM!" e via di questo passo a versare lacrime).

Prenotate una data dal 2 marzo al 30 aprile" (dopodiché la recessione economica mondiale potrebbe far fallire anche Apple, oltre che voi!)

Lo slogan finale che compare sulla pagina dedicata del sito Apple è: "La soddisfazione più grande per noi è la vostra soddisfazione" (saremmo soddisfatti solo se quei prodotti fossero gratis: e ora come la mettiamo?), e sembra proprio che sia così, almeno le intenzioni ci sono tutte! (le intenzioni di spennare i polli entrati nella tana del lupo!)

Ovviamente i giovani Mac User (sottinteso: hanno comprato o stanno lì per comprare un Mac) potranno imparare a realizzare album fotografici con iPhoto, montare filmati con iMovie, costruire siti con iWeb, preparare presentazioni con Keynote e comporre musica con GarageBand (che sono notoriamente i rimedi per la disoccupazione, la droga, l'ignoranza, l'ubriachezza, la svogliatezza, eccetera) solo presso l'unico Apple Store italiano, sito all'interno del commerciale ROMAEST a Lunghezza (Roma).

Le gite durano un'ora (sic!) e sono aperte agli studenti delle scuole (primarie e secondarie) per un massimo di 25 studenti per evento (in un'ora cosa volete che facciano? ...acquisti!)

Per tutti i ragazzi che visiteranno l'Apple Store ci sarà in omaggio una maglietta commemorativa (un iPhone 16 giga no, eh? Con quella maglietta pubblicitaria ti ci pulisci il... sudore!)

Anche questa volta mi piacerebbe tornare ad essere un bambino, sarebbe un'occasione da non perdere (ecco un esempio del tornare bambino: "mamma, papà! quasi tutti i miei compagni hanno un iPod e un iPhone! io non posso essere da meno! e poi mi serve anche il Mac con installato Emule e l'ADSL, altrimenti come faccio a riempirlo di canzonette?")

mercoledì 11 febbraio 2009

Apple: alcuni motivi per lo switch-back a Linux

1. Flessibilità

Mac OS X è talmente "user-friendly" che non è flessibile. Certe scelte di Apple (come per esempio la barra del menù in cima allo schermo e il Dock in basso) sono assolutamente insindacabili. Si può scegliere qualche "tema" del desktop, ma non si può scegliere "il desktop" (un'intera filosofia) come avviene nelle distribuzioni Linux.

2. Costo reale

Chiunque abbia mai sfogliato i vari siti web di software per Apple (a cominciare da quello di Apple stessa) noterà che la stragrande maggioranza del software è a pagamento. Non parlo solo dei "mammoni" come Microsoft Office, FrontRow, etc. Parlo di quella miriade di piccole utility a 29€, 19€, 9,99€... dopo che hai speso mille-duemila euro per avere il Mac, ti tocca spenderne qualche altro migliaio per avere il resto degli indispensabili add-on che sotto Linux erano tutti gratis (o cercare per mesi quei simpatici "crack" e beccarti magari un Trojan).

3. Open Source

Sotto Linux è tutto gratis. Per di più, per quella maniacale fissazione dell'open source, non solo è tutto gratis, ma hai anche la garanzia che non ci saranno sorprese: con i sorgenti distribuiti dappertutto, se per assurdo qualcuno si azzardasse a piazzare una backdoor o qualche malware, miliardi di occhi lo vedrebbero e la sua storia sarebbe finita per sempre. E non finisce qui: con tutto quell'open source, chiunque può fare migliorie e correzioni - altro che i bug introdotti inevitabilmente dalla furia di programmatori che non vedono l'ora di andare in ferie...

Non solo il software per Linux è praticamente tutto open-source, ma è anche assai più diffuso. Qualcuno si è divertito a cercare su Freshmeat.net: Linux, dodicimila risultati, OS X millecinquecento. D'accordo, Freshmeat per lo più tratta progetti open-source, allora prova con Google cercando "OS X software" e "Linux software". Risultati: 46 milioni di pagine a Linux, e 19 milioni per OS X.

4. Command-line

Quando ci vuole, ci vuole. La command-line permette i task amministrativi più impossibili in tempi ridottissimi. Ma sebbene anche il Mac OS X abbia il suo bravo accesso da terminale e il suo modo "single user", il grosso dei compiti amministrativi è estremamente criptico o semplicemente impossibile anche ad un esperto di Unix. Per le operazioni più elementari (per esempio: installare un pacchetto, definire il routing, avviare un servizio...) talvolta non bastano le più arzigogolate acrobazie. Sul Mac, infatti, il terminale è un'utility accessoria. Al contrario, la filosofia della command-line ha permesso l'installazione di Linux sui dispositivi più diversi: dagli orologi ai supercomputer, dai telefonini ai router, dai set-top-box ai netbook...

5. Quanto hardware richiede

È alquanto noto che i requisiti minimi per l'installazione di Linux sono sistematicamente più bassi di quelli di Windows e di Mac OS X, ed è anche noto che a parità di hardware installare Linux significa veder andare più velocemente la macchina. Solo i Mac-user più fanatici citeranno i benchmark (prodotti ad hoc da altri Mac-user più fanatici di loro) sui quali OS X parrebbe più veloce di Linux, ma i risultati reali "sul campo" sono decisamente diversi, al punto che per far rivivere una vecchia macchina Apple è sufficiente installarvi Linux.

6. Sicurezza

La leggenda del Mac OS X "sicuro" sta da tempo mostrando le sue numerose crepe. Un paio di esempi: la Apple è stata l'ultima ad aggiornare il bind, con mesi di ritardo di fronte ad una delle più pericolose falle della storia di internet; nella competizione "Pwn2own" il Mac OS X fu craccato per primo per una falla in Safari; seguì il crack di Windows (per una falla di Adobe, non della Microsoft) e infine... Linux, come al solito, non ebbe danni. E che dire della pagina "compratevi l'antivirus" sul sito ufficiale Apple qualche mese fa e che ha fatto scalpore in tutto il mondo?

Ma la sicurezza è anche nei tool disponibili per blindare il proprio sistema, che non sono banalmente riducibili ad un antivirus e un firewall. Il mio sistema Linux è protetto anche senza le paranoie del firewall, perché non lascio aperte porte che non servono (di default, le installazioni Linux sono sempre così: nascono già "protette"). E comunque Linux si può proteggere in molti altri modi e a molti livelli diversi.

7. Portabilità

Portare un software Linux da un'architettura ad un'altra (per esempio da x86 a PPC) richiede nella quasi totalità dei casi una banale ricompilazione. Portare da Mac a Windows è come portare da Linux a Mac: occorre spesso e volentieri ridisegnare il tutto, talvolta riscriverlo da zero. Linux è uno standard "molto più universale" del Mac.

8. TCO: total cost of ownership

Anche volendo usare il metodo TCO, inventato da Microsoft per pubblicizzare sé stessa, ne segue che Linux è più economico del Mac e di Windows, poiché il software Linux costa sempre zero. Il costo dell'expertise necessaria è bassissimo. Il costo dell'hardware è bassissimo, visto che anche con un economicissimo notebook da trecento-quattrocento euro trovato al supermercato si ottiene un sistema paragonabile (e talvolta superiore) al Macbook più economico, solitamente venduto a non meno di mille euro.

Apple: già nel 2003 il mouse era una Gran Ciofèca

Da un po' di tempo, nel sostituire le pile del mio Apple Bluetooth
Mouse (A1015) notavo che per farlo ritornare a vivere dovevo
smontarlo e menar mazzate a casaccio. Appena si riaccendeva la
lucetta, potevo rimontarlo e tirare avanti fino a che si fossero
scaricate le nuove batterie.

Stavolta le mazzate sono state inutili e perciò ho dovuto smontarlo
pezzo per pezzo, scoprendo finalmente il guasto meccanico che
richiedeva le famose mazzate per essere risistemato. Ed ho scoperto
qualcosa di interessante.

L'ingegnerizzazione sembra pensata per un mouse molto piccolo che
all'ultimo momento è stata drasticamente modificata. Immagino che
qualcuno molto grosso in Apple abbia detto, un attimo prima della
finalizzazione: "no, facciamolo grande, usiamo pile stilo anziché
ministilo".

I dettagli interni infatti sono qualcosa di inutilmente complicato:
microlevette, microinterruttori, microincastri... più un "ponte" (in
basso a sinistra nella foto) per tenere ferma la "prolunga" della
board principale, che evidentemente nel progetto originale era più
piccola ed era a incastro.

Insomma, nel 2003 alla Apple qualche MegaDirettore MegaGalattico, al
momento di mandare chiudere il progetto, ha richiesto l'improvvisa
modifica per le pile stilo. Il mouse è così cresciuto di più di un
centimetro in tutte e tre le misure... senza però che venissero
semplificate le soluzioni delle microlevette e dei microincastri.

Se fin dall'inizio fosse stato stabilito che il mouse doveva essere
grosso per contenere due pile stilo, non ci sarebbe stato bisogno di
arzigogolare faticosamente attorno a soluzioni del genere - e nel
frattempo il mouse sarebbe risultato anche più resistente alle
sollecitazioni meccaniche.

Una volta, i primi tempi, il mouse mi sfuggì da mano e cadde a terra
(ero in treno, quindi il pavimento non era certo di granito)
guastandosi irrimediabilmente il meccanismo di spegnimento (altra
microlevettina sfasciata): da allora ce l'ho avuto sempre acceso o in
stand-by (per me non è un problema, visto che ho sempre usato
batterie ricaricabili).

E volete sapere quale era il guasto che meritava tante mazzate? Si
era semplicemente consumato proprio il "dentino" (mezzo millimetro)
che alzava il microinterruttorino di spegnimento (quello che da due
anni si era incastrato in posizione "sempre acceso"; non visibile
nella foto; va ruotato almeno di 45 gradi per andare in posizione
ON): si è "consumato" senza essere mai stato veramente utilizzato.

Ecco questi magici prodotti Apple: belli da guardare ma... cercate di
non usarli troppo! Altrimenti si consumano i microdentini, oppure si
guastano i microinterruttorini! (tutte genialate inutili su un grosso
mouse come questo, e utili solo su un minimouse).