domenica 28 gennaio 2018

Locomotiva E646

Locomotiva E646 numero di serie 052:


Potente (trainava in pianura 900 tonnellate a 130 km/h) grazie a dodici motori da 360 kilowatt (uno per ruota).

 


Fu ritirata dal servizio nel 2009 perché era dotata del solo RSC - Ripetizione Segnali Continua - e per legge potevano circolare solo quelle con almeno l'SCMT - Sistema Controllo Marcia Treno.



Queste foto sono state scattate da me il 21 giugno 2003 nella stazione di Torre Annunziata Centrale, quando la E646 era ancora in servizio.

 

mercoledì 24 gennaio 2018

...e si lamenta pure!

Video:

lunedì 22 gennaio 2018

Aiuto!


sabato 20 gennaio 2018

Stangata a quasi tutti gli Youtuber

Nuovo regolamento di Yu Tubo: per diventare milionari, o almeno per incassare qualche centesimo, bisogna totalizzare continuativamente 4000 ore di visualizzazioni annue e avere sempre almeno 1000 iscritti.

Per ammissione stessa di Google, questi parametri falciano il novantanove per cento degli Youtuber e aspiranti tali, che dopo febbraio 2018 non riceveranno più pagamenti.

Nella notizia vengono menzionati i canali Youtube con "potenziali abusi", dunque l'obiettivo è doppio: risparmiare soldi e risparmiarsi azioni legali.


venerdì 19 gennaio 2018

Hmm... "piaceri e dolori"

Apparato agricolo-meterologico "piaceri e dolori" da installare prossimamente sul terrazzo, composto da:
  • "piaceri": misuratore pioggia (ogni goccia caduta nella vaschetta produce un evento su una GPIO e il piacere dell'irrigazione gratis al giardino);
  • "e": paletta indicatrice direzione vento (a seconda della direzione, restituisce 16 diversi valori di resistenza);
  • "dolori": anemometro (ogni giro produce un evento su una GPIO: se il vento è forte rovina alberi e piante);
  • più un'antenna direzionale da 9dbi per arrubbpotenziare il segnale wifi.

Hardware informatico tecnologico d'avanguardia disruptive:
  • Weather Meters comprati da Sparkfun nel 2008 e sopravvissuti a ben quattro traslochi (gli strati di polvere confermano le epoche geologiche);
  • BeagleBone Original (256 Mb RAM), residuato bellico comprato nel 2012 e inizialmente equipaggiante progettino scan/fax;
  • alimentazione via POE (power-on-ethernet, una coppia passiva injector/splitter TP-Link POE200 che comprai nel 2014), nella foto si vede solo lo splitter;
  • schedina connettori e voltage divider autocostruita nel 2018 (ma le prese RJ11 le avevo comprate fin dal 2013: questo progetto è durato praticamente dieci anni prima di essere collaudabile), perché gli ingressi analogici della BeagleBone Original sono max 1.8V;
  • non visibili nella foto: pennetta wifi USB TP-Link TL-WN722N attaccata all'antenna direzionale TP-Link (che ha più dBi dell'antenna fornita di serie) con apposita prolunga, tutte comprate verso il 2014-2015.
Per anni pensavo di usare una Arduino ma c'erano due problemi: trovare il modo di mandare i pacchetti dati al server di casa e trovare il modo di alimentarla. Usare il POE ha risolto tutto:
  • un unico cavo per alimentare e comunicare (quindici metri di cavo ethernet Cat.5E);
  • allo splitter a destinazione arrivano davvero 5V;
  • l'injector del POE resta dentro casa, perciò posso staccarlo per resettare l'apparato senza tornare sul terrazzo;
  • lo splitter del POE può dare in alternativa 12V per futuri progetti alternativi.
Sulla BeagleBone ci gira ArchLinuxARM, che nella versione attuale non abilita la lettura dei pin analogici per cui ho dovuto creare un file .dtb (device-tree blob) da piazzare sotto /lib/firmware e caricarlo al boot, come indicato qui. Non ho avuto bisogno di usare la modalità "buffer" perché mi era sufficiente anche una lettura approssimativa. La tabella dei risultati è ordinata per massimi, e ho scelto ogni volta il valore a metà strada rispetto al minimo successivo in modo da evitare sorprese. Il sorgente in Ruby è sul solito github.
Gli ADC della Beaglebone sono a 1.8V e a 12 bit, per cui restituiscono un valore raw tra 0 e 4095 proporzionale al voltaggio rilevato 0-1.8V (i riferimenti sono i pin GND_ADC e VDD_ADC). Negli esempi forniti per i Weather Meters si parla di una resistenza da 10k ohm e di 5V, ma a portata di mano ne avevo una da 12k e comunque dovevo ricalcolare tutti i valori, per cui per fare prima ho scritto uno script Ruby per mostrarmi i minimi e i massimi mentre tenevo ferma in una direzione la paletta.
Su ognuna delle GPIO della Beaglebone il kernel Linux può generare interrupt sia su edge rising che su falling, che usa poi per interrompere una chiamata select o poll in attesa di eventi GPIO. In tal modo non è necessario fare continuamente il polling dei GPIO (cosa che costerebbe il 100% di CPU, ed era l'unico motivo per usare una Arduino - che può permettersi di bruciare tutto il tempo che ha a disposizione per fare polling), per un totale di poche decine di secondi al giorno usati dalla cpu per lo più per le printf degli status ogni secondo.

Lo status attualmente indica ogni secondo, rispetto all'aggiornamento precedente, quanti clicks ci sono stati sulla GPIO dell'anemometro (ogni quattro eventi valgono 66 centimetri al secondo di velocità del vento, magari sarebbe il caso di fare una media ogni 3-4 secondi per acchiappare pure la brezza), quanti clicks sulla GPIO della pioggia (ogni click vale 0.28mm di pioggia equivalente; una bella arracquata è di una quindicina di millimetri) e la direzione della banderuola secondo la resistenza misurata in uscita. Ora devo solo installare il tutto sul terrazzo e decidere come ripubblicare i dati in modo da condividerli su più servizi (magari con un broker MQTT o una connessione al database di casa), sputare fuori grafici e magari anche pacchetti APRS.

Ecco la scatola IP67 in cui piazzerò il tutto - ci devo solo fare un foro laterale per far passare il cavo Cat.5E, il cavo wifi e i due cavi della weather meter (e poi sigillare col leggendario Colla Pistola). Magari ci aggiungo anche un catenaccio:


Per collaudare l'anemometro ho scritto un programmino che misura la velocità istantanea e ho soffiato a pieni polmoni. Piccolo record personale prima di restare col fiatone: 10,72 metri al secondo (38,6 km/h, effettiva velocità tangenziale del centro delle coppe, un giro completato in appena 62,2 millisecondi).


giovedì 18 gennaio 2018

venerdì 12 gennaio 2018

Hmm... progettino in vista

Schermo 2.5" TFT con ingresso composito comprato parecchi anni fa (porca vacca, è aumentato a 44.95$!) più residuato bellico di telecamera Samsung SCC-B5351P di quasi quindici anni fa (la polvere in quella tastiera è più recente perché comprata nel 2005-2006).

Funge! Funzica! Funonzia!
Niente male l'ottica F1.6; zoom e focus vanno impostati girando le levette e stringendo le relative viti. Ha solo quattro fili:
  • alimentazione (bianco)
  • alimentazione (nero)
  • video ground (nero)
  • video output (giallo)
Lo schermo consuma 1 watt e la telecamera 3 watt. Entrambi alimentabili a 12V. I pin di alimentazione non hanno verso perché la telecamera è alimentabile anche a 24V AC.

Ci potrei fare un videocitofono ma dovrei fare un grosso buco sul muro di 75x75mm per affondarcela dentro.

Tragicamente non si presta molto bene ad altri usi perché l'uscita video è solo in composito (proprio come il monitor Hantarex Boxer 12" di venerata memoria che comprammo nel 1984 (bei tempi! prodotti informatici made in Italy... oggi compriamo tutto dall'estero e sono tutti Made in China, a cominciare dagli iPhone).

giovedì 11 gennaio 2018

Come godo! Ticker con Arduino

Un mio vecchio progettino: un "ticker" con display 8x8 pixel comandato via seriale per scritte scorrevoli (nella foto sta transitando il carattere "1" verso sinistra).

Attualmente appeso ad un cavo (quello chiaro)
Hardware:
  • Arduino Diecimila
  • display a LED 8x8 e relative resistenze, wirewrapped
  • due switch per eventuale configurazione
  • 16 pin GPIO (8 righe + 8 colonne)
Firmware:
  • scritte scorrevoli, pilotando
  • font 8x8 ASCII più vocali accentate e simbolo euro
  • caratteri speciali per presentare la stringa sottosopra
  • sorgenti su github
Software attualmente utilizzato:
  • ticlock.rb: uno script su PC che ogni minuto manda la stringa orario aggiornata

mercoledì 10 gennaio 2018

Non s'incolla nemmeno a cannonate

Primo epico fallimento del Colla Pistola: la gomma è completamente inattaccabile, la sua superficie è rimasta liscia e lucida, proprio come quando avevo usato il Super Attak.


domenica 7 gennaio 2018

Croccantini

Mi hanno omaggiato di croccantini per il gatto (gusto pollo)...


...e di croccantini per l'umano (gusto cannella):


venerdì 5 gennaio 2018

Sono passato a Vodafone

Verso maggio 2017 la Wind-Tre (cioè la cinese H3G) mi aveva aumentato la tariffa del trenta per cento "per mutate condizioni di mercato" (solo dopo ho scoperto che tutti gli operatori si erano adeguati alle "condizioni di mercato"... tutti, tranne il mio stipendio). A novembre 2017 ho scoperto che la H3G aveva un'offerta a metà di quello che pagavo io e con le stesse soglie di traffico ma quando sono andato al negozio H3G mi hanno detto che "rimodulare il proprio piano tariffario costa trentanove euro".

Così, visto che Vodafone da mesi mi stava tempestando di messaggini offrendomi più gigabyte (argomento molto convincente) alla stessa tariffa, sono passato da H3G a Vodafone (MNP: mobile number portability): praticamente tutti gli operatori vogliono che uno o li abbandoni o si metta a chiamare il servizio clienti per fare mercato delle vacche: "gné gné, se non mi fate l'offertina carina me ne vado". Dato che parlare con un negoziante non lascia traccia nei loro sistemi (al contrario di una chiamata al servizio clienti o dell'utilizzo del loro portale web), comparirò nelle statistiche H3G nella categoria "clienti persi per inspiegabile motivo".

Breve elenco di cose che non rimpiango della H3G:
  1. in certe giornate torride d'estate e di freddo intenso d'inverno, la velocità scende clamorosamente fino a zero: alla rete di accesso H3G non basta neppure il clima mediterraneo... solo di notte (dalle 00:30 alle 6:30) si va tranquillamente a tutta velocità (può darsi semplicemente che rivendano traffico comprato da altri operatori e di giorno, durante i picchi di traffico, vengano sfavoriti, esattamente come succede coi reseller ADSL); non so ancora dire se Vodafone abbia lo stesso problema, finora per quel poco che ho provato è andata abbastanza bene;
  2. ad ogni riconnessione (automaticamente ogni sei ore) la successiva prima GET HTTP (non HTTPS, proprio HTTP sulla porta 80), anche a distanza di ore intere, viene ridiretta al loro portale internet.tre.it (e quando stai navigando questo significa che una delle GET riceve correttamente HTTP 200 OK ma ti arriva tutt'altro file da quello che aspettavi);
  3. la verifica delle soglie minuti/SMS/traffico sul loro portale web ac3.tre.it era molto lenta e spesso non funzionante (da novembre 2017 il loro portale ha finalmente cominciato a mostrare in testa la soglia traffico residua: grazie, Mauro, speriamo che ti abbiano rinnovato il contratto per altri tre mesi);
  4. la copertura segnale, nonostante l'unione con Wind, era spesso una ciofeca! - specialmente in treno o in zone non centralissime (eccezione: dentro casa, dall'angolino più buio e tenebroso del mio letto dietro mura e mobili, il segnale era stranamente superlativo);
  5. il traffico DNS (porta UDP 53), qualsiasi nameserver venga impostato, viene intercettato e gestito dai loro server DNS (cosa molto seccante, visto che uso diversi DNS per diverse applicazioni), conveniente sì dal punto di vista della velocità, ma non disabilitabile e per giunta con ridirezione HTML ad una loro pagina "sito web non trovato" e talvolta meno affidabile di nameserver più lontani (come Google 8.8.8.8 e IBM 9.9.9.9).
Cose che purtroppo rimpiango della H3G:
  1. il sistema tariffario era semplice e comprensibile; quello Vodafone è una selva intricata di opzioni che il primo giorno occorre disattivare facendo tutto il "giro di Peppe" dei vari 42070, SMS di disabilitazione, 42071, servizidigitali, portale web (con relative risposte a volte via email, a volte via SMS, ecc., mentre sul portale web Vodafone non ti dicono subito se un'opzione è gratis o no a partire dal prossimo rinnovo, certe cose bisogna scavarsele e nelle prime settimane occorre spazzolarsi ripetutamente oltre a verificare ogni volta le disattivazioni);
  2. con la H3G non mi ero mai ritrovato attivati dei "Servizi Digitali" a mia insaputa;
  3. i contatori del traffico internet disponibile venivano aggiornati da H3G ogni otto megabyte consumati, mentre con Vodafone gli aggiornamenti avvengono ogni cinquecentododici megabyte (!!) oppure disattivando e riattivando la connessione dati (per esempio entrando e uscendo dal Flight Mode) per costringere il loro sistema a ricalcolare la soglia (la cosa patetica è che sul portale web c'è perfino un inutile tasto "Aggiorna"... oltre che l'avviso che possono "passare alcune ore" prima che la soglia venga aggiornata: immagino un'assurda coda di INSERT formatasi davanti al loro database Oracle 8.1 su server Pentium III del 2003 ancora non upgradato);
  4. la H3G non tentava di rifilarti una promozione Protezione Sicura a un euro al mese (se permettete, ai firewall, all'anti-malware e al routing, ghe pensi mì, e comunque tutti i vostri sistemi sono già infestati da Meltdown e Spectre e quindi ò puòrco non può dire a ò ciuccio "làvati");
  5. questa nuova SIM 512k Vodafone pare avere una validità di appena undici mesi dall'ultima ricarica;
  6. (potrei sbagliarmi) gli SMS gratuiti diretti ai loro servizi non venivano scalati dalla soglia SMS disponibile (invece Vodafone li scala);
  7. la H3G non faceva differenza se il traffico dati veniva usato anche in "tethering" o "hotspot", la Vodafone o ti fa pagare una tariffa mensile o ti fa un buco in fronte (vedi sotto).
Effettivi miglioramenti rilevati rispetto ad H3G:
  1. anche se nella normale navigazione web non si nota, sui grossi download la velocità è veramente 4G (visti oltre 3200 kilobytes/secondo, alias 25 megabit reali, dentro casa, cosa che massacrerà chiunque abbia soglie di traffico di pochi giga mensili; lo Speedtest mi dà valori falsati, 43ms e 18Mb/5Mb);
  2. gaming: un pochino meglio di H3G (per esempio su Eos2 Confluvium a Francoforte al meglio è 90-95ms, contro i 95-99ms di H3G).
Cose che né H3G né Vodafone mi offrono:
  1. porca vacca, IPv6 !!
  2. siamo nell'anno duemiladiciotto e le vostre rispettive NATtatissime reti di accesso offrono solo IPv4 rifiutando senza pietà l'IPv6...
Parentesi: humour nero

Negozio H3G: c'erano due commessi, sui vent'anni, facce sveglie, notevole dimestichezza col computer e col sistema remoto; arredamento minimalista bianco e illuminatissimo, una sensazione di pulito. Quando la commessa mi dice che la rimodulazione del piano la fanno a 39 euro, mi dice sottovoce anche il trucchetto: tentare di contrattare col servizio clienti 133 una tariffa diversa. Le rispondo gentilmente che ho già deciso di lasciare, e lei non fa una piega.

Negozio Vodafone: arredamento scarno che non cambia da vent'anni, tonalità rosso scuro e polveroso, tavolone centrale con cinque o sei telefonini in prova (tutti Android, tutti uguali a parte colore e prezzo), bacheca con improbabili "accessori". Tre commessi dall'aria poco sveglia, il più giovane sembra un ex eroinomane sopra i cinquant'anni ed è l'unico al banco in quel momento. Prima di me c'è una signora che chiede un cavetto per ricaricare il suo vecchio telefonino (chiedeva un cavetto USB 2.0), il commesso le risponde "quindici euro" (non so come ho resistito alla tentazione di dare un urlo di spavento): la signora non lo compra (magari si accorgerà che quello da un euro del negozietto cinese va bene lo stesso).

Tocca a me: il commesso mi chiede 25 euro per la portabilità del numero. Leggo le carte che mi ha dato da firmare e gli dico: "ma qui c'è un errore". Il commesso sbianca più di un pupazzo di neve colpito da una secchiata di vernice bianca (avrà visto eclissarsi la magra commissione che gli viene riconosciuta per l'aver recuperato un cliente), e faticosamente mi spiega che sono 10 euro di scheda SIM, 5 euro di ricarica iniziale obbligatoria, e altri 10 euro di ricarica per pagare l'attivazione delle opzioni. L'attivazione avviene "entro 48 ore" perché l'operatore precedente può rifiutare la MNP per un qualsiasi motivo (clausole contratto utente o traffico non pagato). 56 ore dopo, appena attivata, vedo che questa nuova SIM Vodafone si ritrova esattamente zero credito: quindici euro volati via senza che sul portale "Fai da te" siano listati come operazione effettuata, più un incombente pagamento di 49 centesimi della tariffa settimanale. E vai con un'altra ricarica...

È passato un mesetto...

La tariffazione è ancora a 28 giorni, bisognerà aspettare aprile 2018 per riavere la tariffazione a 30 giorni ("30"? non "mese solare"?) dopo la megamulta che però tutti gli operatori avranno pagato volentieri perché inferiore ai guadagni già realizzati col trucchetto della tariffazione a 28). Ovviamente la tariffazione mi è cominciata dal giorno della richiesta dell'attivazione della SIM, quindi le 56 ore di attesa dell'attivazione sono state pagate come utilizzo effettivo (ah, furbin furbetti furbacchiotti!)

All'inizio mi era stato attivato anche il servizio Vodafone Exclusive (1,90 euro al mese) che comprendeva il "vantaggio" di poter usare il traffico dati anche come hotspot wifi: normalmente, senza quel servizio, la Vodafone si fa pagare sei euro a giornata se attivi l'hotspot sul cellulare o lo usi come modem in tethering (per il momento questa mazzata la dà solo la Vodafone). I server Vodafone non hanno bisogno di fare deep packet inspection (probabilmente costerebbe troppe risorse verificare se sono pacchetti incapsulati, o se le GET HTTP contengono uno User-Agent riconducibile a un browser desktop, o indizi del genere): per discernere il traffico si limitano a guardare quale Access Point Name (APN) è stato usato all'inizio della connessione.

Infatti le modalità "hotspot" e "tethering" normalmente disattivano la connessione dati cellulare, attivano quindi la connessione locale (rispettivamente wifi access point oppure il pppd sulla seriale connessa da USB), dopodiché riattivano la connessione dati con l'APN specifico per la modalità DUN Dial-Up Network (nel nostro caso web.omnitel.it invece che mobile.vodafone.it usata per il traffico cellulare). Praticamente di default il telefonino fa generosamente sapere all'operatore telefonico che può applicare una diversa tariffa. E Vodafone mena bastonate da sei euro a botta. Ovviamente in rete pullulano le guide su come configurare l'altro APN uguale a quello del traffico dati cellulare o eliminarlo. Chissà quanto durerà la pacchia.

Nel mio caso il problema non si pone perché il tethering su SailfishOS lo faccio in modalità USB "interfaccia di rete" (connettendo la USB vi ottengo un indirizzo IP, gateway, DNS e forwarding/masquerading, senza mai disconnettere la connessione dati Vodafone preesistente), non la modalità USB "porta seriale su cui far andare pppd". Avere a portata di cavetto USB qualche gigabyte di traffico dati utilizzabile in caso di emergenza è una vera manna. Della funzionalità hotspot wifi non ho bisogno.

Conclusione: tipologia clienti telefonia mobile

Quello che le aziende di telefonia ancor oggi non hanno capito è che esistono esattamente due tipologie di clienti:
  • il tontolone, che si accontenta generalmente di avere "un telefonino con Uolzap e Fesbuc", capace talvolta di pagare 15 euro per un cavetto USB 2.0
  • l'utente serio, che ha bisogno di "un terminale internet" affidabile e capace anche di telefonate.
Io sono del secondo tipo, per cui i criteri che mi faranno cambiare nuovamente operatore saranno, oltre al venir meno delle condizioni attuali di Vodafone:
- soglia massima ammessa di traffico internet e utilizzabilità in tethering
- costi mensili di tale traffico
- eventuali motivi per ritenere più affidabile l'infrastruttura di rete.

giovedì 4 gennaio 2018

Pronostixsport: "TRUFFA" 4882025

Cominciamo bene il 2018: la Pronostixsport (mai sentita prima) ieri sera mi ha attivato un "servizio" a pagamento per cui avrei dovuto pagare 1,52 euro per ogni SMS che le spedisco (incluso quello di disattivazione?)

Lo chiama servizio "in abbonamento" senza specificare quanto costa l'abbonamento, in modo che il sottoscritto chiami quel numero (a pagamento) oppure mandi un SMS (a pagamento?) per disattivarlo (scommettete che la disattivazione o non funziona o avviene solo dopo qualche involontario pagamento?)

Cercando su Google i numeri indicati (4882025 e 800442299) la parola chiave più ricorrente fin dalla prima pagina è TRUFFA e risulta anche che quei numeri sono associati a diverse aziende e numerosi servizi (di cui Pronostixsport è solo uno dei tanti), da parecchi anni a questa parte (recidivi).

Poi mi indicano di inserire un pin sul sito web (senza dire quale sito web), indicando un numero di telefono di un call-center 0910851273 che a cercarlo su Google la parola chiave più ricorrente è TRUFFA.

Erano almeno dieci anni che non mi succedeva, perciò sono stato colto di sorpresa. Dato che la Pronostixsport mi ha attivato un servizio non richiesto (che costa 4,58 euro a settimana: suona proprio come una TRUFFA), e dato che nelle impostazioni del mio profilo sul "Fai da te" dell'operatore telefonico non risultano servizi "in abbonamento" (ma che malandrino l'operatore telefonico, eh?) ho dovuto chiamare stamattina il Servizio Clienti per parlare con un operatore per far disattivare il "servizio" e farmi attivare il "blocco degli SMS premium", detto anche "barring SMS".

L'anziana operatrice croata del call-center in Croazia parlava correttamente italiano, aveva la voce di una donna anziana, e mi ha prima confermato che non risultavano ancora addebiti, e ha quindi disattivato il servizio e attivato il barring. L'aspetto comico della vicenda è che devo chiamare un call-center non italiano per evitare di perdere tempo e soldi su quei due numeri di call-center italiani sopra citati facenti parte della "TRUFFA".