sabato 30 marzo 2019

Autosciacquaggio self-service


venerdì 29 marzo 2019

Il mistero dei floppy drive non funzionanti

Caso 1: notare i pin a destra:


Caso 2: notare i pin a destra:


giovedì 28 marzo 2019

Panorami






mercoledì 27 marzo 2019

Come godo!! BluStar power in my hands!

Il mio segretissimo piano di potenziamento orticolo e irrobustimento agricolo procede ardito e spedito:


martedì 26 marzo 2019

lunedì 25 marzo 2019

Come godo!! MUG legosa!!

La megaditta mi ha generosamente omaggiato una mug formato supergigante dotata di appositi stud per mattoncini e minifig LEGO:


domenica 24 marzo 2019

Primi fichi 2019

Neanche un centimetro l'uno:


sabato 23 marzo 2019

M'han tragicamente obsoletizzato rdate su tempo.ien.it

Ma guarda come mi tocca caricare la batteria per il mio vetusto (già di suo) Nokia N900 (caricabatteria Chinesium leggermente martellato finché non si è acceso a caricare la batteria tipo Nokia BL5J):


E finalmente... ta daaaa!


È proprio vetusto: per entrare in ssh occorre dirgli di usare qualcosa di obsoleto (ssh -m hmac-sha1 root@n900).

Qualche giorno fa il server tempo.ien.it ancora accettava richieste da rdate col vecchissimo time protocol (RFC 868, andrà in overflow nell'anno 2036). Saranno decenni che lo usavo. Era rimasto solo l'N900 a usarlo. Tra lacrime di commozione (la prima volta che usai rdate su tempo.ien.it avevo un modem a 28800) ho dovuto tristemente abbandonare rdate (che a quanto pare non supportava più nessuno) e passare a NTP (ntpd -q -p tempo.ien.it && date), proprio mentre c'è gran trambusto per deprecare anche NTP a favore di NTPsec.

Clamoroso al Cibali! aggiornamento 4 aprile:
rdate funziona di nuovo!
tempo.ien.it non mi ha abbandonato

giovedì 21 marzo 2019

Contrattare la paga

C'è spesso (diciamo ogni 2-3 anni) quel fastidiosissimo momento in cui devi contrattare lo stipendio (quando fai un colloquio per un nuovo posto di lavoro oppure quando vai dal capo a dirgli che sarebbe finalmente ora di concederti un aumento).

Chi lavora nel settore privato purtroppo si ritrova a dover contrattare perché nessuno ti darà spontaneamente un aumento (non lo davano nemmeno negli anni '80 quando c'era il boom ed ancora era lontana la crisi). Se oggi accetti lo stipendio X e hai la fortuna di restare dieci anni in azienda ma senza mai contrattare, fra dieci anni avrai ancora lo stipendio X più (forse) alcune misere briciole. (E no, le cialde gratis per il caffè nella sala ristoro non valgono come "aumento", e quando devi pagare l'assicurazione o il medico non puoi mica usare quei buoni pasto, etc.)
  • 1) Prima lezione: avere almeno un piano B.
Contrattare significa anzitutto poter dire di no ad un'imposizione, ad un'offerta che non ritieni vantaggiosa o ad un cambiamento sfavorevole. Quando non hai alternative (per esempio se hai un mutuo da pagare o una famiglia da mantenere o risparmi che ti consentirebbero di sopravvivere per pochi mesi al massimo) sei praticamente uno schiavo che deve accettare quello che gli danno (e raschiare pazientemente il fondo del barile) altrimenti va a mare con tutti i panni.

"Lavorare in azienda" significa che c'è una convenienza reciproca, fra te e l'azienda. Se l'azienda non ti considera conveniente, sei nei guai. Se viene meno la tua convenienza, sei fregato. In entrambi i casi rimpiangerai di non avere un piano B, un piano C, un piano D...
  • 2) "Come ti vedono".
La contrattazione non avviene solo in quel fatidico colloquio in cui vai a chiedere. Quel colloquio è solo la parte finale della contrattazione. Quel colloquio viene preparato da altre circostanze specifiche: una di queste è il "come l'azienda ti vede".

Diciamo che l'azienda ti considera valido per la mansione X (e non per la Y) e che la politica aziendale è di retribuire X con la fascia stipendi che va da 15 a 17 (mentre magari l'usciere e la segretaria già prendono più di 20). Se tu pensi di valere più di 17 sei fregato, perché è improbabile riuscire a convincere l'azienda che tu vali di più di quanto loro sono disposti a pagarti, o che la mansione X andrebbe pagata meglio, oppure che saresti adatto anche alla mansione Y...
  • 3) "Sono miopi".
Tutta l'attuale burocrazia di curriculum, linkedin, colloqui tecnici, non serve a niente, perché se c'è una cosa che manca alle aziende italiane è proprio la mentalità del pagare adeguatamente la qualità. Non vogliono pagarla anzitutto perché non riescono a vederla. Non riescono a vederla perché hanno fretta, oppure hanno tempo da perdere, oppure hanno da seguire l'indiscutibile consiglio del manager.
E tu che magari avevi scritto il curriculum in modo da dimostrare che i problemi li sai affrontare anziché un inutile elenco di date, sigle e paroloni alla moda.
  • 4) "Sei solo un centro di costo".
Da qualche anno il posto fisso non è più fisso. Perciò non possono pretendere di darti lo stesso stipendio (o addirittura inferiore) di chi è stato assunto con la vecchia normativa. Il posto "fisso solo a parole" va pagato di più perché sei un dipendente di cui ci si può più facilmente liberare. (Alle Grosse Aziende nostrane piacevano i consulenti esterni perché pur costando il doppio potevano sbarazzarsene quando volevano e senza strascichi).

Se non possono permetterselo (cioè se dicono di avere problemi di budget oppure che le tue richieste sarebbero fuori mercato, che sono due modi per dire la stessa cosa), devi poter dire di no senza conseguenze. Quel "no" è la contrattazione migliore. In ogni caso, se hanno deciso che vali da 15 a 17, di primo acchito non ti offriranno mai 17. E nemmeno 16. E forse neppure 15. Per la loro amministrazione sei un centro di costo, non un investimento.
  • 5) "La cultura dei sottintesi".
Tutto ciò che non viene messo ufficialmente nero su bianco è come se non esistesse, perché trovi sempre qualcuno che sa "interpretare" meglio di te i sottintesi. Che non sono mai a svantaggio dell'azienda.

Quando promettono che la paga ora è X ma in futuro aumenterà, bisogna immediatamente rispondere: "allora ne riparleremo in quel futuro". Sono tutti bravi a fare promesse, e sono tutti ancora più bravi a procrastinare (se non addirittura dimenticare) quell'eventuale mantenimento delle promesse. Spiacente, ragazzi: con le promesse e coi sottintesi non si riesce a pagare il mutuo. Del resto le aziende non fanno beneficenza, perché dovrei fare io beneficenza all'azienda?
  • 6) "Virtualmente già falliti".
Il settore privato è in crisi perché una grande quantità di aziende è virtualmente già fallita: basta un piccolo problema (per esempio un intoppo fiscale, o una multa, o un grosso cliente che decide di ritardare di qualche mese un pagamento) e l'azienda non riesce nemmeno a pagare gli stipendi. Virtualmente già fallita.

Restare in un'azienda virtualmente già fallita è un suicidio al rallentatore. Ma c'è un vero popolo di disperati che sta commettendo tale suicidio perché non ha punti d'appoggio su cui contrattare. Non è che il lavoro manca. Manca anzitutto il lavoro onestamente retribuito.
  • 7) "Il mercato degli schiavi".
L'esistenza di un popolo di schiavi che non può contrattare perché non ha alternative trasforma naturalmente l'offerta di lavoro in speculazione. Come al mercato delle vacche. Vogliono il massimo, pagano il minimo: non sei d'accordo? Avanti un altro. Non sei disposto a fare frequentemente straordinari? Avanti un altro (e prova tu a spiegarglielo che se l'azienda ha bisogno di straordinari significa che il lavoro è organizzato male, e che se non può neppure pagarli significa che è virtualmente già fallita).

Ci sarà sempre uno schiavo più disperato di te disposto a farsi mettere i piedi in testa. Se è bravo almeno quanto te, peggio per lui. Se è meno bravo di te, peggio per l'azienda. Una volta che ti sei fatto schiavo, non ti liberi più dal cappio al collo.
  • 8) "Non sanno cosa vogliono, ma lo vogliono subito e con lo sconto".
Sarebbe il caso di stare alla larga da chi non ha le idee chiare, ma si può contrattare anche su questo. "Pago la mia ignoranza", ha detto uno che ha chiamato l'idraulico perché non sapeva sturare da solo il proprio lavandino. Perciò l'imprenditore e l'azienda possono (e devono) pagare la loro confusione. Non è che ti firmo un contratto per la mansione X e dopo quando capisci che ti serve XY pretendi di aggiungere Y senza pagarmelo. Se sbagli un ordinativo paghi una penale al fornitore. Se sbagli una valutazione su un dipendente, non puoi pretendere che l'errore lo paghi il dipendente.


mercoledì 20 marzo 2019

Linux 1.1 disk 3/13

Dischetto registrato nell'estate 1994,  quando una distribuzione Linux c'entrava in tredici dischetti 3.5" da 1.44Mb (il kernel Linux 1.2 uscirà a marzo 1995, e il kernel 2.0 a giugno 1996). Quei tredici dischetti furono installati in una partizione da 52 megabytes di un disco ESDI (quelli con due piattine controllo/dati, oltre al cavo di alimentazione) da 360 mega alloggiato su una board '386/33 overclockato a 40 MHz.


Ovviamente il dischetto oggi non risulta più leggibile, tutti i settori danno errore.

lunedì 18 marzo 2019

domenica 17 marzo 2019

Wroom-wroom!

Quel mitico momento in cui Catello ci fa accendere la macchina che aveva la batteria scarica...


sabato 16 marzo 2019

Riparoomni!

Dopo decenni di onorato servizio, al mio onorevole bicchierino da liquorino si è spezzato lo stelo dopo una rovinosa caduta sul pavimento.

Niente paura: ci pensa il Colla Pistola!

Riparazione riuscita, sebbene in versione Torre di Pisa - qualcosa mi dice che dovrò procurarmi al supermercato un nuovo set di bicchierini da liquorino:


venerdì 15 marzo 2019

giovedì 14 marzo 2019

Come godo!! Black+Decker power in my hands!

Mi sono generosamente omaggiato un simpatico Black+Decker GKC108X, sega potatrice da giardino a batteria, preferendolo al misero Bosch Keo perché le recensioni di quest'ultimo non erano tutte entusiasmanti.

Collaudato su un tronco che già da tempo era nel braccio della morte, se l'è cavata egregiamente, facendo il previsto fracasso bestiale. Il manualino dice che taglia rami fino a 75mm, ma dipende dalle circostanze. E quando comincia a "stancarsi" si spegne e bisogna rilasciare il tasto e poi riaccenderlo ma... senza troppe speranze di proseguire il lavoro più duro.


La batteria sembra un gruppo di tre 18650 in serie con rating da 1500mAh. Il manualino dice che per tagliare il ferro occorrono lame diverse (da dieci denti per centimetro) da quelle Piranha fornite di serie (che hanno sei denti per pollice).

venerdì 8 marzo 2019

Epico Lifebook S-series torna a ruggire (purtroppo senza pannello LCD)

Amelia mi aveva gentilmente omaggiato il suo vecchio Fujitsu-Siemens Lifebook S-4542. Dopo aver sostituito l'ardisco schiattàto (un glorioso 12 Gb d'epoca) e riparato il connettore di alimentazione, vi avevo installato Lubuntu 16.04 capace di girare decentemente in 256 Mb RAM.

TRAGICAMENTE una involontaria pedata ha fracassato il display (a parte quella fascia verticale sinistra non si vede niente). Per riattivare da BIOS l'uscita VGA sono andato letteralmente alla cieca...! Per cui ora tristemente sarò costretto a usarlo con un monitor esterno, proprio ora che era stato ripristinato e pronto a lavorare "sul campo". Ehi, cos'è quell'adesivo "Designed for Windows 98 and Windows 2000 Professional?"

Caratteristiche tecniche:
  • CPU: Pentium III Coppermine 600 MHz
  • Chipset: Intel 82440MX
  • BIOS: PhoenixBIOS/Fujitsu 1.08 datato 10 aprile 2000
  • RAM: 256 Mb (2x SODIMM SDRAM 144 pin 128 Mb 64 bit 100 MHz)
  • VGA: Trident Cyber 9525, max 64k colori
  • Dischi: Fujitsu MHT2060A (60 Gb), S224 CD-ROM IDE sganciabile
  • Scheda sonora: compatibile SoundBlaster 16/Pro
  • WinModem: LSI F-1156IV (V90, 56KFlex)
  • Porte: una ethernet 10/100, una USB 1.1, mic/line/cuffie
  • altro: uno slot PCMCIA, batteria 10.8V 28Wh (in realtà dura pochissimi minuti), rotellina per regolare il volume audio, porta infrarossi, porta disco esterno, porta docking station, tasti A/B/Internet/Email (non visti da Linux), minidisplay a cristalli liquidi con gli indicatori batteria/alimentazione/ecc. sotto il display LCD.



giovedì 7 marzo 2019

mercoledì 6 marzo 2019

Come godo!! Corsair Scimitar Pro power in my hands!!

Godo come un porco: dopodomani sarà la festa della donna ma coi soldi con cui avrei dovuto comprare mimose cioccolatini e regali, mi sono invece omaggiato uno spettacoloso mouse Corsair Scimitar Pro.

(...e da domani fino al 9 marzo silenzio stampa e cellulare in modalità ultra silenziosa in modo da non dover rispondere alle ragazze che mi inviteranno a comprar loro regali e cenette!)

È un normale mouse a rotella per destrorsi, con in più:
  • la possibilità di cambiare la risoluzione coi due tastini centrali a sud del pneumatico da trattore della rotella (a 6000dpi la freccetta del mouse parte sparata come un missile, io preferisco i 400dpi per i lavori di precisione, 1500dpi normale, e 3000dpi in caso di overdose di caffeina)
  • i cinque LED RGB utili quasi solo per la canonica sparata di pose (rotella, faro anteriore, faro sinistro, tastiera laterale e logo delle tre vele); il faro sinistro si può impostare per indicare la risoluzione attuale (verde=1500dpi, azzurro=3000dpi, ecc.)
  • la tastiera laterale di dodici tasti (tutti da adoperare col pollice destro), spostabile nel suo "binario" fino a 8mm (infatti l'ho dovuta spostare più avanti, in modo che il pollice non si affaticasse nel selezionare le quattro file di tasti; viene fornita una brugola per il bullone che fissa/rilascia il tastierino, ma va bene anche un comune cacciavite Torx T10).

La tastiera laterale è la feature maggiore (e il motivo per cui ho scelto proprio questo mouse anche se non sapevo cosa fossero MOBA e MMO), ma genera eventi human interface device solo se si usano gli appositi driver - per Windows occorre scaricarli dal sito Corsair, per Linux e Mac è sufficiente compilare l'utility ckb-next, che permette di impostare tastiere e mouse Corsair e relative animazioni dei LED.

La configurazione di ckb-next viene salvata nel file $HOME/.config/ckb-next/ckb-next.conf (ma non si può facilmente editare a mano perché sono oltre 900 righe solo per i profili del mouse).

La mia configurazione attuale:
  • lighting dei LED: "Shimmer"
  • binding della tastierina:
    • 1-2-3: special buttons 6-7-8 (sono eventi di classe "mouse")
    • 4-5-6: special button 4, standard middle mouse (lo stesso del rotellone, per pigrizia), special button 5
    • 7: tasto Ctrl della tastiera (per fare i ctrl-clic con una sola mano)
    • 8: tasto R
    • 9: se non saprò cosa assegnarvi, lancerà un poderoso FORMAT C:
    • 10-11-12: tasti Enter, Tab, Esc
  • performance: 400dpi, 1500dpi, 3000dpi (mi sembra inutile attivare anche 800 e 6000), con DPI indicator attivato (il faro laterale sarà rosso a 400 dpi, verde a 1500 e azzurro a 3000).
Purtroppo la versione attuale di ckb-next permette solo l'associazione di singoli tasti (non si può programmare un tasto per mandare Ctrl-C oppure la sequenza di caratteri "ABC123"). Avrei volentieri impostato 7-8-9 come Ctrl-C, Ctrl-X e Ctrl-V (come nei profili di default con Windows), ma si può comunque fare qualcosa direttamente dagli applicativi, come nel caso di Gimp.


Una volta configurati, si possono usare in Gimp attivando in Preferences/InputControllers/Additional il controller MouseButtons (normalmente Gimp usa solo il generico LinuxInput). Nota: Gimp chiama Button 8, Button 9, ecc. quelli che ckb-next chiama Special Button 4, Special Button 5, ecc. Con la configurazione dei tasti di cui sopra, il tastierino per Gimp diventa:
  1. "Button 10": layers-duplicate, "Button 10, Ctrl": layers-merge-down
  2. "Button 11": tools-desaturate
  3. "Button 12": drawable-invert, "Button 10, Ctrl": tools-brightness-contrast
  4. "Button 8": edit-copy
  5. (tasto centrale mouse): sposta canvas
  6. "Button 9": edit-paste; "Button 9, Ctrl": paste-as-new-short (incolla nuova immagine)
  7. (tasto Ctrl): da usare dopo "R" per ritagliare/sottrarre rettangoli alla selezione
  8. "R": rectangle select
  9. ...da decidere
  10. (tasto Enter)
  11. "Tab": disattiva/riattiva docks laterali 
  12. (tasto Esc)
E all'improvviso Gimp diventa molto più maneggevole! (chi usa già Gimp avrà capito da quegli shortcut il mio workflow e le immagini su cui lavoro).
    Giustamente fa la sua porca figura accanto alla tastiera Corsair K63:


    Per ora l'unico rimpianto è che la rotella va solo a scatti, non ha la modalità centrifuga lavatrice come i Logitech (che era ottima per scorrere pagine web e documenti). Magari dovrei buttar via l'assegnazione Ctrl e usare piuttosto un paio di tastini come alternativi del PageUp/PageDown per scorrere veloce senza togliere la mano dal mouse. Ci penserò.

    Ah! Bei tempi quando un mouse costava duecentomila lire e aveva solo tre tasti e una porta RS232 a 25 pin.

    martedì 5 marzo 2019

    Una distesa di margheritine

    Cominciano dalla mia ombra e proseguono parecchio oltre: