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Il mio Surface Pro 2 agganciato ad un monitor 27 pollici
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Il
Surface Pro della Microsoft è un capolavoro. Di hardware e di software.
Anzitutto è una macchina per "produrre". Ha la forma di un tablet, ma non è un tablet. I tablet sono quei giocattolini pieni di ridicole "apps" e giochini. Qui ci gira l'intero Office, sì, il vero Excel, il vero Outlook, il vero Word. Ci girano i programmi Windows, non le imitazioni rabberciate per farle entrare in un tablet. Qui ci girano Autocad, Oracle, Matlab, Corel Draw, Steam, oltre ai software che usi in azienda e i giochi che usi a casa. Non è un giocattolo: è un computer desktop compresso in un robusto ed elegante case VaporMag.
Quando apri la cover, ha la forma di un notebook. Ma non ha ingombro e peso di un notebook e non è nemmeno fragilino e delicatino come un ultrabook. In compenso ha abbastanza potenza per lavorare sul serio. A differenza dei tablet, può essere usato da più persone: account per i figli, account per una singola
apps. Non è un banale touchscreen: ha il pennino per scrivere appunti a mano, proprio come nei tablet PC che la Microsoft inventò sei anni prima della moda dei tablet della mela e del robottino. La tastiera-cover retroilluminata ha perfino il touchpad. L'interfaccia è intuitiva e viva, non è una banale lista di icone di
apps e giochini.
Gli mancano le zavorre. Cioè non ha porte ethernet, firewire, thunderbolt: infatti non è un desktop computer. Non ha lo slot SIM: infatti non è un telefonino (e può navigare dal telefonino che hai in tasca, via bluetooth: quante SIM devi già ricaricare ogni mese?). Non ha nemmeno il GPS: hai già troppi telefonini e navigatori sparsi tra le tasche della tua giacca e la tua auto. Non ha una seconda porta USB, perché non deve stressare la batteria (e poi quante proboscidi vuoi agganciarvi mentre sei in giro?). Non ha lo slot per la penna (ma solo un aggancio magnetico), per non farti perdere tempo ogni volta a cercare quel maledetto buco: la penna si porta nel taschino della giacca. Ha due fotovideocamere ma senza l'inutile squinterno di megapixel (servono per le videochiamate e gli attachment, mica per fare il servizio fotografico esclusivo alla basilica di San Pietro).
In compenso ha uno slot per memory card micro SD, in cui rifilare i video e i film che non hai il coraggio di piazzare sul disco allo stato solido sprecando spazio. Eccellenti casse stereo e uno schermo full HD da sbavare, se proprio volevi vedere un film. La batteria ha una durata notevole e bisogna farlo trottare per un po' prima di vederlo diventare tiepidino. Semplicemente indovinatissimo il kickstand posteriore.
Ma non è tutto. L'interfaccia è quella di Windows 8.1: cioè quella essenziale, senza inutili fronzoli e
skeuomorfismi, con colori semplici e caratteri non chiassosi. Facile da usare: una strisciata verticale chiude un'applicazione, la strisciata da destra apre i "charms" per cercare e configurare, la strisciata da sinistra seleziona le altre applicazioni, la strisciata dal basso apre le opzioni. Dopo il primo paio d'ore di utilizzo, tutti i tastini per chiudere finestre sembreranno obsoleti e stancanti. Ti accorgi che nelle vecchie interfacce utente (sia PC che tablet) per una frazione di secondo dovevi fermarti a "pensare" a come far capire al PC quello che cerchi, "cercando" il tastino o il menu apposito: qui invece è tutto intuitivo.
Perciò man mano che lo usi te ne innamori. Con tutto già pronto e da esplorare (SkyDrive, Bing Mappe e News, Xbox Music, Skype...). Le Live Tiles che ti risparmiano tempo e cliccate. Il boot in una scarsa manciata di secondi, e il rientro dallo stand-by in un attimo. La possibilità di "snappare" due finestre, fianco a fianco, senza dover ridimensionare e spostare e chiamare in primo piano. Il Surface è proprio un altro pianeta.
I gonzi comprano i tablet con mela e robottino e ci installano carrettate di
apps ma quando hanno bisogno di qualcosa di serio cercano disperatamente
un vero PC (oppure perdono ore a tentare una soluzione intermedia). Installano carrettate di giochini, che poi sostanzialmente sono le stesse
cagate che stanno su Facebook. Anzi: devono installare apps perfino per Facebook, Youtube, Twitter, perché dal browser del tablet è tragico. Notate la loro
faccia da deficienti quando scattano una foto usando il tablet. Osservate le loro acrobazie verbali e le loro misere smorfie quando qualcuno
si azzarda a nominare pen-drive USB e allegati email. Guardate le loro acrobazie con gli accessori "non originali ma indispensabili". Fatevi due risate quando vanno a comprare una ricarica per la SIM-card dati che usano per andare su Facebook col tablet anziché col cellulare o col PC di casa o col notebook o col PC aziendale.
Il futuro è Surface. Un vero computer, un vero strumento di lavoro che è anche elegante. Altro che i mega-tablettini con le
apps dei giochini e del simulatore professionale di scorregge
alla napoletana.