venerdì 23 ottobre 2026

Panorami vari


Positano, Arienzo, Laurito e Vettica:


Terrazza-parcheggio a San Michele, su monte Faito:


"Amalfi coast viewpoint" ad Agerola (Bomerano): in realtà le luci in basso sono quelle di Praiano:

 
Vico Equense, dal sagrato della ex cattedrale (che dà a picco sul mare):


Re:


 



martedì 6 ottobre 2026

Come godo!! Jolla phone 2026 power in my hands!!

JP2026 e Inari Blue

9 dicembre 2025: apprendo per caso che sono partiti i preordini del Jolla Phone 2026 e faccio subito il preordine. Erano già al batch #2, quindi avrei avuto il modello da 12Gb RAM e 256Gb storage e in omaggio una cover extra (di colore Inari Blue).

16 maggio 2026: inizia la produzione e gli ordini. Ordino e pago lo stesso giorno.

8 luglio 2026: iniziano le spedizioni del batch #1. Tardo agosto: spedizioni del batch #2. Settembre: finalmente spediscono anche il mio, due giorni dopo che hanno detto sul forum di aver spedito il 99% del batch #1 e il 99% del batch #2. E finalmente, il 6 ottobre, ricevo il mio: quasi dieci mesi dal preorder alla consegna, mica male! Faccio l'unboxing:


Nella box del cellulare c'è solo il cellulare. Niente cavetto USB-C. Nella box della cover, c'è solo la cover. Metto subito la SIM (perché è più macchinosa l'inizializzazione col solo wifi): il cassettino (che può alloggiare due SIM da un lato e una microSD dall'altro) si estrae con l'unghia, senza attrezzi. La cover pure si può staccare con l'unghia (l'adesivo blu indica dove aprire). La batteria è sostituibile dall'utente ma... bisogna prima svitare le viti. Scordatevi di sostituirla mentre siete in piedi in treno: i tempi dei vecchi Nokia sono finiti. Notare come le cover abbiano dell'elettronica a bordo. Accanto alle due telecamere c'è l'antenna NFC:


Fra le cose che fa al primo avvio è scegliere un security code di 5 cifre (che varrà anche come pin di sblocco schermo), impostare il riconoscimento da impronta digitale, e crittografare la /home directory con quel security code (LUKS: Linux Unified Key Setup, la crittografia avviene in tempo reale, cioè solo nel momento in cui si leggono o scrivono files):


Al primo avvio SailfishOS 5.2 mi propone un tutorial senza sapere che io sono stato utente Sailfish OS fin dalla 1.0... e che per la 1.1 pubblicai anche qualche software nativo.

Le fotocamere sono per ora l'unico disappunto:

  • anteriore zoom (detta "1.0") da 13Mp (cioè foto 4096×3072, video 2560×1440 a 11mbps in h264 e framerate fino a 29.97fps): è un po' una ciofeca, specie in bassa luminosità
  • anteriore grandangolo (detta "0.5") da 50Mp, per ora castrata (usa le stesse modalità dell'altra ma con una forte distorsione centrale; suppongo che risolveranno con un aggiornamento software in futuro)
  • frontale (selfie) da 32Mp (in realtà 3264×2448, video ugualmente da 2560×1440 fino a 11mbps in h264 e framerate max 29.97fps).


Ovviamente provvedo subito ad abilitare il Developer Mode con l'accesso ssh e l'opzione root, e ad installare rsync (da terminale: pkcon install rsync) per trasferire automaticamente foto e files e accedere da remoto. Ho anche disattivato il limite del caricamento batteria al 90% perché nei primi giorni voglio vedere "sul campo" quanto effettivamente dura.

Dal terminale vedo che restano 228 giga sulla /home e 5 giga sulla partizione di sistema. Dei 12Gb RAM, dopo aver aperto un po' di apps, restano 9,5 giga liberi. Quei 12GB di swap probabilmente verranno toccati raramente e solo di striscio:


Dati tecnici:

  • marca e modello: Jolla Phone 2026 (USB idVendor=0e8d, idProduct=0a02)
  • sistema operativo: SailfishOS 5.2 (Linux 6.2.38 con systemd 238)
  • grafica: librerie Qt 5.6 su Wayland 1.24
  • layer di compatibilità (disattivabile) con apps Android 15
  • chipset: Dimensity 7100 5G
  • schermo: 6.36" (390ppi) 1032×2272 AMOLED
  • fotocamere: Sony 50Mp ("0.5", cioè grandangolo)+13Mp ("1.0", cioè zoom), selfie 32Mp
  • batteria: 5450mAh
  • connettività: wifi 6, bluetooth 5.4, NFC
  • dimensioni e peso: 157×74×9.7mm, 208 grammi
  • SDK scaricabile qui

E ora vediamo com'è andata la rocambolesca spedizione e la consegna:

16 maggio: faccio il preordine e non sono neppure uno dei primi...


29 settembre: etichetta creata, pacchetto partito, consegna stimata (dal sito di UPS) a martedì 6 ottobre (invece il sito originale indicava ottimisticamente lunedì 5):


Da Tampere viene smistato a Helsinki (180 km) e quindi a Glostrup (+1187 km) in Danimarca, non saprei se via mare o se il traghetto c'è stato solo in Svezia. Poco più di 1300 km in 36 ore, traghetti inclusi:


Da Glostrup, viaggiando di giorno, arriva a Langenhagen (nei pressi di Hannover), in Germania, non saprei dire se questi 600 km sono "su gomma" o "su rotaia":


Da Langenhagen arrivano a Herne-Börnig (+223 km) nei pressi di Dortmund, sempre in Germania, per poi ripartire alla volta di Carpi (in provincia di Modena), a cui arriverà nella sera di venerdì 2 (totale: tre giorni di viaggio per un totale di 3100 km).

A giudicare dagli orari e dalla tortuosità, supporrei che da Langenhagen a Carpi il trasporto sia avvenuto su rotaia (forse addirittura un unico treno merci Hannover-Dortmund-Carpi). Da Carpi riparte probabilmente "su gomma" dopo la mezzanotte di venerdì 2:


E quindi arriva nel buco nero di Arzano, il famigerato centro dove i pacchi amano andare in lunga, lunga, lunga villeggiatura. Se il corriere è stato autorizzato a partire alle 00:10 della notte fra venerdì e sabato, significa che sono certi che sabato mattina qualcuno nel buco nero sarà presente almeno per accogliere e laserare l'etichetta del pacco, no? No:

"L'azienda destinataria era chiusa!!"

Mi  immagino il corriere che bussa vigorosamente al portone: "ahó! v'è quarcuno all'interno?": sbem! sbem!

Cinque minuti dopo miracolosamente si apre il portone, e una voce dal buco nero avrà risposto: "te facìmmo stù favore sulo si ce puorti nu cafè":

"Era chiusa" ma hanno fatto un'eccezione...

Passa dunque il week-end (sabato 3 e domenica 4) senza ulteriori notizie.

Passa senza notizie anche il lunedì: avranno preso una giornata di ferie per recuperare quei cinque minuti persi il sabato mattina.

Finalmente martedì 6 cambia stato "in consegna". Magicamente sparisce lo status delle 10:35, troppo compromettente. 

Si presume che "in consegna" significa che il pacchetto è stato caricato a bordo del furgone e il furgone sta uscendo dal deposito, no? Ma sono le 5:56 del mattino, cioè forse un pochino troppo presto per iniziare il giro di consegne alle 7...


 ...per cui il corriere decide di fare una breve pausa caffè: indovinate cosa succede? Tre ore e un quarto di pausa e l'aggiornamento da "consegna fra le 10 e le 14" cambia in "entro fine giornata" (evidentemente si prevede un'altra pausa caffè prima della consegna):

Lo status delle 5:56 è magicamente passato
da "in consegna oggi" a "in lavorazione presso..."

Diversi corrieri (succede specialmente con Amazon) sembrano spesso anticipare di un giorno la consegna (la data ufficialmente indicata serviva a coprire eventuali intoppi, oppure magari c'erano più consegne nella stessa zona e si può ottimizzare il percorso). Ma stavolta il buco nero di Arzano è stato inflessibile.

Ovviamente a ora di pranzo succede magicamente che i corrieri non citofonano nemmeno e mollano il pacco al supermercato lontano quasi due chilometri. E non dicano che non è vero, perché sono stato tutta la mattinata con la porta di casa aperta, la finestra spalancata, e li avrei visti e sentiti passare nel viale:


Vado al supermercato e finalmente ritiro il pacchettino, ovviamente tutto ammaccato:


Bene, erano soli 3701 km da Tampere al Buco Nero di Arzano: 


lunedì 5 ottobre 2026

Recensione autocritica di un video

Dunque, per fare questo video:

Hardware usato:

  • telecamera: Insta360 X6 in modalità 8k/50, EV -0.7, WB 5600K 
  • selfie stick da 130cm (col braccio completamente teso in alto la telecamera era a circa 3,5m dal suolo)
  • supporto protettivo multifunzione (anti-vento)

Post-processing da software:

  • trim (ritaglio) della sequenza da pubblicare
  • scelta dei keyframes (punti in cui aggiustare zoom/inclinazione/direzione) in una dozzina di punti strategici:
    • lo zoom era sempre fra 214° e 218° (per cui non si poteva usare la funzione di "dewarp" per raddrizzare muri e pali), anche nel tratto un tratto in cui "guardare indietro" anziché avanti (senza aver ruotato fisicamente la telecamera)
    • l'inclinazione scelta nei keyframes era fra 1 e 3 gradi a sinistra (per compensare il fatto che la telecamera era retta dalla mano destra e guardava comunque "verso il centro" in lontananza, dando l'impressione che la strada fosse inclinata da un lato)
    • il resto del lavoro di allineamento l'aveva già fatto la telecamera con la sua feature software "FlowState" (allineare dinamicamente l'immagine assorbendo gli scossoni rilevati dai sensori inerziali)
  • scelta del filtro "Golden Autumn" (al livello default 70) perché gran parte del video è fogliame; no agli altri filtri (il filtro "Bright Vibrant" dava un risultato simile ma con le zone in ombra ancora più scure), e neppure al solito Contrast/Brightness/Shadows/BlackPoint
  • export (rendering) in 1440p 50mbps e upload su youtube.

Valutazione dei colori fatta con:

  1. schermo AMOLED full hd da 6.7" (385ppi)del cellulare Samsung A26, disattivando l'impostazione "protezione occhi" (riduzione del blu)
  2. pannello VA full hd del monitor AOC da 32" (69.5ppi) con impostati:
    • contrasto al 72% (buon compromesso per schermate testo e immagini/video)
    • HDR off, DCB off, GameMode off (perché aumentano la luminosità anche sul nero)
    • color temperature "warm" (cioè, secondo il firmware del monitor: red 50%, green 46%, blue 46%)
  3. monitor Samsung 19" 1440×900 (60ppi) con pannello IPS (vecchio di quasi vent'anni, per cui ha apparentemente meno luminosità)
  4. stessi due monitor ma attivando da software il "Night Light" (riduzione del blu) con color temperature a tre quarti del massimo.

Recensione critica:

  • tranne che nelle modalità "night light" i colori risultano molto vividi su tutti i display; si nota che il colore del cielo e del fogliame sono più "esaltati" del reale, ma sembra ancora accettabile
  • nella fascia più esterna dell'immagine (grosso modo il 20% a partire dal margine) la risoluzione non è eccellente (a causa del mapping da "semisfera" a "piano", inclusa la rotazione, la "cucitura" che fa sparire il selfie-stick, e del successivo cropping dell'inquadratura al rendering); ovviamente non si nota sullo schermo del cellulare (a causa dell'inutilmente alto numero di ppi, pixels per inch)
  • la parte peggiore è quella quindicina di secondi da circa 0'33" in cui il fogliame mette quasi tutto in ombra ma la telecamera non riesce ad "aprire" più luminosità, risultando in una ripresa piuttosto scura (suppongo sia un limite del firmware della telecamera, non sembra dovuto alle impostazioni WB ed EV da me scelte)
  • sorprendentemente pochissima lens flare nonostante quasi sempre fosse in pieno sole
  • il selfie stick cambia posizione in diverse occasioni (ma la transizione si nota poco grazie ai keyframes), si nota in particolare dall'ombra che proietta 
  • i colori tenui del Vesuvio e dei monti in lontananza potrebbero essere effetto più della "prospettiva atmosferica" che del filtro usato in postprocessing
  • la protezione antivento in qualche caso ha lasciato passare un po' di vento (dopo 1'25" circa) ed ha "silenziato" il rumore del motore dell'auto bianca che sopraggiungeva (che si sente infatti solo a 1'20" circa)
  • gran parte del suono è il rumore della gomma tassellata sull'asfalto (proporzionale alla velocità); in alcuni momenti si sente il fischio del motore high torque (quando sopra i 25-30 km/h), caratteristica specifica di questo monoruota
  • gli indizi che la videoripresa sia a velocità normale (anziché accelerata) sono solo il vento (riscontrabile nel laccetto del selfie stick sotto la mano destra; l'agitarsi della maglietta è più difficile come indizio) e il residente a che cammina a circa 2'54"
  • quanto alla munnezza visibile in diversi anfratti, è colpa dei diretti depositanti.  

Considerazioni critiche conclusive:

  • l'appunto maggiore riguarda i colori non estremamente realistici (dovuti a filters usati per il postprocessing poiché di suo la X6 soffre un po' il pieno sole e lascia colori un po' slavati; probabilmente è un compromesso tecnico per rendere decentemente sia in condizioni di buona luce che di scarsa luce, oltre che compromesso dovuto a sensore e lenti)
  • è improbabile che compaia un filtro che vada bene a qualsiasi tipo di ripresa diurna, per cui con una telecamera 360°  occorrerà idealmente fossilizzarsi su tre-quattro filtri di base da usare a seconda dei casi (cioè bisognerà personalmente adattarsi ai limiti della telecamera)
  • con la Gopro Hero 8 rilasciata più di sette anni fa, il profilo colore era unico e i video risultanti sembravano credibili (colori realistici) anche attivando la modalità "night light" (per cui non ho mai avuto bisogno di disattivare quel profilo)
  • questo tipo di ripresa (oltre 210° di visuale) non poteva essere fatto con una action cam (solitamente limitata a 130-140°):
    • le action cam come la Hero 8 solitamente non hanno zoom (e solitamente hanno una resa assai "scura" in condizioni di scarsa luce)
    • l'horizon leveling è disponibile solo su action cam recenti (e comunque si mangia un bel po' di visuale)
    • in postprocessing si può fare pochissimo per correggere la visuale dell'action cam (il massimo lo fa Gyroflow: ricodifica il video riducendo la visuale, stabilizzando e facendo il dewarp per "raddrizzare i pali e i muri").