giovedì 20 dicembre 2018

Come godo!! Pipo power in my hands!

Mi sono fatto un regalo di Natale: un Pipo X8-Pro, da usare come server casalingo aggiuntivo.

Tecnologia vecchia (è uscito nel 2015) ma è piccolo quanto basta (i vari X9, X10, ecc. hanno schermi più grandi e più memoria, ma anche ventole di raffreddamento) ed economico. Caratteristiche base:
  • processore Intel Atom x5-Z8350 a 1.44 GHz (64 bit, dual core, 4 threads), chipset Cherry Trail, fanless (senza ventole)
  • touchscreen 7" (150x95mm) a risoluzione 1280x800 multitouch 5 dita con "tastone touch Windows"
  • 2 Gb RAM DDR3 1066, 32 Gb MMC flash (29.4 Gib), entrambi non espandibili
  • slot microSD (comicamente posto sottosopra)
  • quattro porte USB (tre 2.0 e una 3.0)
  • altre interfacce: ethernet, wifi+antenna, HDMI-out, jack 3.5mm cuffie, bluetooth, tasti volume up/down e power off, due mini-speaker, tasto di reset accessibile solo con uno spillo.
C'era preinstallato Android 5.1 e la possibilità al boot di installare Windows 10. Nella confezione ci sono soltanto:
  • Pipo X8
  • alimentatore 5V 3A
Ho installato Ubuntu Server 18.04 LTS, senza ambiente grafico, da pen-drive USB ed ethernet, eliminando tutte le partizioni Android e Windows che consumavano inutilmente una marea di gigabyte.

Dopo aver installato Ubuntu e un po' di ammennicoli, restano 23 giga effettivamente liberi. Funziona tutto tranne:
  • la scheda audio. È una intel_sst_acpi 808622A8:00 supportata solo a partire dal kernel 4.18, ma anche installando il 4.18 occorre aggiungere qualcos'altro per attivare mixer e canali e non ci sono riuscito (ma tanto deve funzionare da server); in compenso l'audio sulla porta HDMI funziona;
  • il modulo bluetooth. È un merdoso rtl8723bs di quelli che si pilotano attraverso una porta seriale a 115200 (ttyS4) e richiede dei firmware aggiuntivi e un programmino di inizializzazione a parte da lanciare prima del servizio BlueZ;
  • il modulo wifi, dello stesso rtl8723bs, comincia a funzionare solo dopo aver completato l'installazione (che contiene il  firmware wifi tra i pacchetti restricted extras);
  • lo slot microSD non supporta le SDXC da 64 Gb e superiori ("errore 110"), ma solo le vecchie memory card fino a 32 Gb;
  • il sensore di orientamento (portrait/landscape) non viene proprio riconosciuto;
  • non c'è modo di regolare l'intensità della luminosità (pwm_setup_backlight [i915]), che dall'accensione resta sempre fissata al massimo.
Alcuni limiti tecnici:
  • la porta ethernet on-board dipende dal chipset DM9621A (sul bus USB) ed è solo 10/100 Mbit;
  • il touchscreen è sensibile su tutto lo schermo tranne 9 pixel sui bordi orizzontali e 12 sui bordi verticali;
  • il tasto power, benché leggibile da software al pari di volume up/down... fa lanciare lo shutdown del sistema; peccato, sarebbe stato comodissimo avere un tasto hardware in più;
  • il kernel Linux "vede" anche altre periferiche (porte seriali, tasto Home, ecc.) ma non è hardware fisicamente collegato.
Ovviamente non ho resistito alla tentazione di aprirlo per vedere com'era ingegnerizzato. Per essere 100% designed in China & made in China pare abbastanza ben fatto. Eccolo aperto (da sotto, dove c'era il coperchio metallico inferiore): in senso orario, da sinistra:
  • sulla sinistra: batteria memoria tampone, interfaccetta touchscreen e relative "piattine" tenute in sede da con nastro adesivo giallognolo
  • in alto verso destra: board con due porte USB e chipset wifi
  • al centro, la motherboard: il lato connettori (sotto) è praticamente spoglio, mentre tutta la circuiteria (SMD) è coperta dalla grossa aletta di raffreddamento, che disperde sul coperchio metallico (non visibile nella foto):

Sì, concettualmente è come una Beagleboard/Raspberry, ma con processore Intel anziché ARM. Anche la sudcoreana Hardkernel ha tirato fuori una board Intel con caratteristiche più moderne, l'Odroid H2.

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