giovedì 2 marzo 2017

Come PAGARE POCO i programmatori!!

Quando un'azienda ha bisogno di produrre software, deve affrontare una spesa fastidiosa e imprevista: pagare i programmatori. Che non rispettano quasi mai le scadenze di consegna decise a tavolino dai manager. Che a volte hanno bisogno di un giorno di ferie per questioni familiari, e certe volte addirittura si ammalano. Che a volte addirittura si licenziano per andare a lavorare da qualche altra parte o mettersi in proprio. Che in certi casi trovano addirittura l'appiglio per chiedere aumenti di stipendio.

Vediamo dunque i Dieci Trucchetti per Pagare Poco i Programmatori, tutti basati sul principio che per pagare il meno possibile bisogna non solo tener bassi gli stipendi, ma anche dar loro meno appigli possibili.

1) La paga deve essere un argomento tabù. Nell'azienda non si deve mai discutere di stipendi, bonus, benefit, eccetera. Non sia mai che un programmatore scopra di essere pagato meno di qualche collega nullafacente e incompetente. Non sia mai che un programmatore capace e di grande esperienza scopra di avere lo stesso stipendio della segretaria. Se nell'ambiente l'argomento è già tabù (come quasi ovunque a causa delle invidie e dei curiosoni che ti fanno i conti in tasca su ogni cosa), i nuovi arrivati si adegueranno subito, credendo magari di essere dei privilegiati ed eviteranno di far domande scomode.

2) Aumenti e benefit devono essere del tutto imprevisti. Non devono esserci regole (neppure verbali e informali) su quando e come arriverebbero, per evitare che qualcuno se ne ricordi e soprattutto per evitare che qualcuno pensi di meritarne a causa dei risultati appena raggiunti. Se chi ha il potere di decidere gli aumenti li concede in maniera imprevedibile, anche i più meritevoli resteranno lungamente in attesa di quel momento magico, anche se si sentono sottopagati.

3) Tener tutti sotto controllo. Server di posta aziendale, computer aziendale, magari anche telefonino aziendale, videocamere di sorveglianza e macchina aziendale con tracking GPS. Anche senza spiarli davvero, bisogna fare in modo che non osino contattare altre aziende o abbiano conversazioni "private ma di lavoro" durante gli orari di lavoro. La sola paura di essere scoperti a "tradire" l'azienda per qualche dollaro in più è un ottimo deterrente alle richieste di aumenti di stipendio e benefit.

4) Accordarsi coi concorrenti: io non tocco i tuoi, tu non tocchi i miei. Se qualcuno dei miei ti manda un curriculum, voglio essere il primo a saperlo, e farò altrettanto per te. Tra manager ci s'intende - questo genere di accordi funziona benissimo - e se qualche manager non si accordasse lo capirà non appena tenterai di reclutare personalmente qualcuno dei suoi migliori programmatori offrendogli un dieci-quindici per cento in più di quanto già prendeva.

5) Stressare i programmatori. Non devono mai sentirsi freschi o rilassati. Devono sempre avere scadenze strette, problemi da risolvere, compiti arretrati da riconsiderare, e parecchi sensi di colpa - grazie ai quali si sentiranno a disagio nel chiedere aumenti. Il progetto deve sempre sembrare in ritardo e loro devono sentirsi il più possibile responsabili di intoppi e problemi, temendo di sentirseli rinfacciare in caso di richieste di aumenti.

6) Promettere non significa mantenere. Perciò si possono promettere futuri aumenti, imminenti investimenti, ma sempre da rinviare ad un imprecisato "momento giusto" dopo le calende greche, mai da associare a eventi importanti e verificabili. Poi, al "momento giusto", invece dell'aumento si può comprare una nuova lussuosa macchinetta per l'angolo caffè, cosa che susciterà vasto plauso e costerà meno di un singolo aumento.

7) Distribuire titoli nobiliari. In certi posti con molto personale questa strategia funziona perché i gonzi provano più gusto a scrivere sul proprio Linkedin i titoloni insignificanti Technical Architect Team VicePresident Senior Lead Consultant Specialist Manager che chiedere quanto manca ancora al benedetto "momento giusto" di quell'aumento più volte promesso e mai arrivato. E quando veramente meriterebbero un aumento, invece di concederlo falli sentire importanti: fa chiamarli da uno degli altolocati super-manager che reciti loro un bel sermone sugli ottimi risultati conseguiti, consegni un'elegante lettera di encomio, e dia perfino in omaggio il prestigioso portachiavi aziendalee Famiglia (o gadget altrettanto insignificante).

8) Costruire un ambiente "familiare". Eventi aziendali, torte di compleanno, panettone a Natale e colomba a Pasqua, posto auto come se fosse un prezioso ineguagliabile diritto, angolino caffè con lussuosa macchinetta a cialde e distributore automatico di merendine, magari il diritto di portare il proprio cane in ufficio, o addirittura la Giornata dei Figli in Ufficio, talvolta persino scrivanie nuove e computer ben carrozzati (meglio spendere seicento euro per un PC nuovo che dare cento euro mensili di aumento). A furia di ripetere che i soldi "non sono tutto", di fronte a tutti questi micro-benefit uno si sentirà traditore dei valori familiari-aziendali nel chiedere un aumento...

9) Concedere generosamente aiutini. Deve comprare la macchina e non sa come gestire le rate? Deve organizzarsi per qualche cartella delle tasse? Deve prenotare una visita specialistica? Deve spedire i punti della Mira Lanza e gli mancano busta e francobollo? Si faccia in modo che la segretaria sbrogli le loro pratiche (così anche lei produce qualcosa di più utile che le solite telefonate e fotocopie) e loro pensino di aver immeritatamente sfruttato risorse aziendali per i propri comodi.

10) Sii un amico. Questa è la tecnica più potente di tutte. Devi essere amico dei tuoi programmatori, perché è difficile negoziare soldi con un amico. Per cui in aggiunta a tutti quei benefit che costano poco all'azienda, aggiungi telefonate non di lavoro, la cena con le loro famiglie (magari anche a casa tua), perfino i biglietti omaggio per il cinema "non posso usarli ma so che a tua moglie piacerebbe vedere quel film". All'amico è difficile dire di no quando si tratta di rimanere in ufficio oltre l'orario di lavoro, ma guarda caso l'amico del programmatore non ha mai tempo per parlare di busta paga e di aumenti. E poi, programmatore incontentabile e viscido, dopo tutto quello che l'azienda ha fatto per te vieni pure a chiedere altri soldi?

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