domenica 19 aprile 2020

Installato Ubuntu 20.04 (era ora)

Ho installato Ubuntu 20.04 (è la versione beta ma a suon di update giornalieri diverrà identica alla 20.04 LTS ufficiale che esce tra qualche giorno), col solito metodo:
  • lanciare l'installazione
  • al momento della selezione delle partizioni del disco, scegliere "Something else" (anziché Install, Format+Install, ecc.) per evitare qualsiasi riformattazione
  • aprire un terminale (ctrl-alt-F3), entrare come user ubuntu e da lì eseguire sudo bash per diventare root (l'installer non chiede le password)
  • da terminale, montare temporaneamente la root directory della vecchia installazione, per esempio: mount /dev/sda2 /mnt
  • entrare sotto /mnt e creare una directory vecchiaroba in cui spostare tutto tranne la cartella home e - se era formattato in ext4 - la cartella lost+found
  • a questo punto nella partizione resteranno solo home, lost+found, vecchiaroba
  • rientrare nell'installazione con alt-f1
  • selezionare le partizioni root ed eventualmente swap marcandole come "da non riformattare"
  • continuare l'installazione.
Faccio così da almeno Ubuntu 14.04 ed è sempre filato tutto liscio, lasciandomi un'installazione pulita, e una cartella vecchiaroba che cancellerò dopo qualche settimana quando sarò arcisicuro che non mi serve più. Infatti vi sono i vari /etc /var vecchi, in cui potrebbero essere presenti files importanti (come il database PostgreSQL, come i device già appaiati col Bluetooth, i file di configurazione di /etc, le udev rules personalizzate, ecc.)

Perché faccio così: perché tutto ciò che ho nella /home lo considero importante, e tutto ciò che non ho nella /home lo considero "possibilmente perso" oppure "spazzatura". Un'installazione "fresca" garantisce che tutte le librerie installate in precedenza, tutti gli spostamenti, i link attaccati con lo sputo, gli esperimenti sul filesystem, ecc., spariscono.

Subito dopo l'installazione, occorrerà qualche intervento manuale per finire di configurare tutto (aaah, che soddisfazione eliminare le cose che non si usavano più da tempo e che non si aveva il coraggio di cancellare) e qualche riavvio per "assestare" quello che ancora manca; per esempio:


Alcuni motivi per passare alla 20.04 LTS:
  • kernel Linux recente (5.4)
  • systemd recente (245) rilasciato un mese fa ma senza systemd-homed
  • software aggiornati a releases di inizio 2020
  • Gnome recente (3.36)

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