giovedì 23 giugno 2016

Managgement

Il managggement, secondo Wikipedia, non è l'arte di dire "mannaggia a bubbà", ma è la scienza inventata da un certo Frederick Winslow Taylor nel 1899 con la pubblicazione del suo libro: The Principles of Scientific Management.

Questo Taylor, impiegato di un'azienda di estrazione di minerali ferrosi, non avendo niente da fare si mise a guardare gli operai che caricavano i pezzi di ferro grezzo sul treno merci.

Misurò che un operaio mediamente caricava sul treno 12500 kg di grezzo al giorno - e gli sembrò poco per una giornata lavorativa di dieci ore.

Allora radunò nel piazzale gli uomini più forzuti - una decina di ungheresi - e promise loro il doppio della paga giornaliera se avessero mostrato che erano i più veloci. Quei dieci caricarono 17500 kg in quattordici minuti. Cioè una media di 75000 kg giornalieri a testa se avessero lavorato senza pausa tutto il giorno, oppure 47500 kg a testa se fossero state concesse le classiche pause per andare al bagno, per il pranzo e qualche breve riposino.

Taylor promise allora un aumento del 60% della paga per chi realizzasse quei 47500 kg giornalieri (con penali in caso di risultato minore, e bonus in caso di risultato maggiore): gli ungheresi, vedendo che veniva richiesto praticamente di quadruplicare il lavoro a fronte di un +60% di paga, non ci cascarono.

Ci cascò invece un olandese noto per avere "l'intelligenza di un bue", che in una giornata caricò sul treno 45300 kg di grezzo: la teoria era dunque confermata. Era finalmente e ufficialmente nato lo Scientific Management, cioè il pretendere di più pagando proporzionalmente di meno. Invece di pagare 100% per ottenere 100%, prendi i lavoratori più disperati e avidi e paghi 160% per ottenere 380% (e se sei bravo, abbassi la prima percentuale e aumenti la seconda).

Così il famoso Taylor poté rivendersi agli altri industriali il Management e perfino tenere lezioni ad Harvard. Nel frattempo era stato licenziato, ed aveva sempre evitato di rispondere alla domanda se i profitti aziendali fossero veramente cresciuti grazie al suo metodo managementesco.

Ecco perché nelle Grandi Aziende i manager più alti non sanno neppure cos'è che l'azienda produce. Il super manager dell'azienda di telefonia, prima si occupava di detersivi, e l'anno successivo passerà a maneggiare una ferrovia. Non perché ne capisca di treni e ferrovie, ma perché deve maneggiare: "scorporare! pacchettizzare! ridurre! cassintegrare! vendere! pensare out-of-the-box! diventare change-oriented! organizzazione results-driven! outsourcing! compartimentalization! cooperative competition! synergetic strategy! hard-working team-player! detail-oriented go-to person! value-added brand downsizing! world-class globalized solutioning!"

martedì 21 giugno 2016

Mamma, guarda! Senza mani!

Qualche tempo fa immaginavo un backpack di microturbine (all'epoca il costo era sui 400 euro per ogni chilogrammo di spinta statica).

Vedo che oggi c'è gente che si trastulla con una piattaforma volante (nello zaino c'è il carburante), aggiungendo alle microturbine un sistema inerziale.

video 1: (la musichetta di accompagnamento vale quasi più del video - notare il getto di aria calda sotto la piattaforma.


video 2: il joystick nella mano destra ha solo un acceleratore, il resto dell'assetto lo fa l'attitude control. Notare i getti arroventati.

domenica 19 giugno 2016

mercoledì 15 giugno 2016

Radioamatori, siamo alla terza epoca

Tipico apparato da scrivania che costa
più di una Fiat Punto nuova
Prima epoca dei radioamatori: autocostruzione, "basta che trasmetta qualcosa". Ricordo un manuale dei primi del '900 che spiegava, in appena 100 pagine, come costruirsi un apparato trasmettitore e un apparato ricevitore per comunicare a distanze di parecchie centinaia di metri a linea di vista (in precedenza Marconi era riuscito a fare molto meglio, ma con investimenti e antenne non proprio alla portata di tutti).

Nella prima epoca il radioamatore è una specie di alchimista con buona manualità, ottimo intuito, e possibilmente buone conoscenze di matematica. Si parla in radiofrequenza anzitutto per dimostrare di essere stati capaci di costruire qualcosa per farlo.

Paragone con l'informatica: è come quando bisognava conoscere cicli macchina, istruzioni assembler, caratteristiche fisiche delle singole periferiche, peculiarità dei singoli chip...


Seconda epoca dei radioamatori: la rivoluzione delle valvole e poi dei transistor. Si è ormai quasi estinta la generazione di radioamatori che possono vantare di aver adoperato esclusivamente le radio costruite da loro stessi personalmente, ma già dagli anni '70-'80 era assai arduo avere mentalmente presente ogni aspetto (e ogni perché) del funzionamento di un apparato. Gli apparati infatti diventano sempre più complessi - bilanciando il prezzo con le caratteristiche tecniche vantabili sul depliant (ragionamento commerciale) piuttosto che bilanciando il meglio con l'inesplorato (ragionamento da ricercatore/sperimentatore). Le tecnologie digitali cominciano a fare capolino qua e là.

Il radioamatore non ha più bisogno di elevate competenze tecniche (e neppure di abilità come il capire il codice Morse). Si parla in radio per scambiare consigli, per fare due chiacchiere, per verificare cosa permette la propria collezione di aggeggi: i radioamatori, salvo rare eccezioni, "sperimentano" usando pezzi comprati in negozio (ed infatti comincia il declino). Il boom della CB (citizen band) si accompagna alla mentalità del "ho comprato un aggeggio molto costoso, perciò sono diventato molto esperto".

Paragone con l'informatica: è come quando i programmatori hanno smesso di dire "ho creato questa cosa", e hanno cominciato a dire "ho installato questa cosa"; hanno smesso di dire "ho fatto funzionare questa cosa", e hanno cominciato a dire "ho comprato un computer molto costoso, perciò sono diventato molto esperto".


Terza epoca dei radioamatori - quella attuale: software defined radio. Gli apparati diventano dei computer che convertono la radiofrequenza in un flusso di dati (e viceversa in trasmissione), in modo da lavorare (filtrare, decodificare, ecc.) quasi esclusivamente su quel flusso. Cioè, in un apparato, il lavoro che prima veniva fatto da un gran numero di componenti elettronici viene fatto ora da un software.

In pratica, il radioamatore diventa concettualmente un informatico-matematico, e lo scopo non è più il mettere in contatto persone ma il trasferire dati fra computer (dati in cui ci può anche essere traffico voce).

L'unica caratteristica comune a tutte le epoche riguarda il mezzo fisico - cioè per lo più l'ambito delle antenne.


Già vent'anni fa qui si lamentavano che il radioamatore usa più il telefonino che la ricetrasmittente (l'industria ha di fatto ridotto al lumicino la parte sperimentale).

L'infrastruttura internet ha già assorbito la telefonia e lentamente risucchierà radio e tv (dopotutto "audio" e "video" sono solo flussi di dati).

Dunque, cosa avrà domani di interessante il mondo dei radioamatori?

1. il fatto che per comunicare non c'è bisogno di un'infrastruttura esterna (i tuoi telefoni, internet, tv, ecc., vanno in panico se la sezione di infrastruttura che ti stava servendo smette temporaneamente di funzionare);

2. l'interoperabilità con internet (i non esperti si lasceranno fagocitare da quest'ultima, i matematici-informatici avranno il loro gran daffare sui flussi di dati).

Insomma, il nuovo radioamatore sarà solo un informatico (con contorno di molta matematica e non troppa ingegneria).

martedì 14 giugno 2016

Il tuo curriculum valeva 60 dollari. Peccato che non li hanno dati a te

Quanto vale la tua rubrica telefonica e rete di contatti? 42 dollari.
Due anni fa Facebook ha comprato Whatsapp pagando l'equivalente di 42$ per ogni wuozzappatore (totale: 18,4 miliardi di dollari).

Quanto vale il tuo curriculum coi tuoi contatti di lavoro? 60,51 dollari.
La Microsoft ha appena comprato LinkedIn pagando l'equivalente di 60.51$ per ogni profilo (totale: 25,4 miliardi di dollari, cioè circa l'un per cento del debito pubblico italiano).

Tutto questo alla faccia della privacy.

Tutto sommato sono cifre piccole.

Il debito pubblico italiano - a circa il 132,6% del PIL - a gennaio 2016 assommava a 2195 miliardi di euro, cioè a circa 37000 euro per ogni cittadino italiano.

Cioè a più di centomila euro per una famiglia di tre persone.

lunedì 13 giugno 2016

A soli quattordici euro!!

Stamattina dal salumiere oltre alle scarpe e alla colla da parati, ho comprato anche questo grazioso e capiente recipiente, costato solo quattordici euro:
  • diametro bocca: 60cm
  • altezza riempibile: 50cm

sabato 11 giugno 2016

Squadra vincente non si cambia

Due anni e mezzo fa comprai una Mobius ultraleggera per farci i video LEGO, ciclistici, ferroviari, informatici, tramviari, canterini e animaleschi.

Qualche giorno fa la mia prima Mobius si è guastata (nove volte su dieci non completa il boot, sospetto problema dell'LDO del sensore) e l'ho immediatamente ricomprata.

Esiste anche in versione wide angle (lente grandangolare), dalla forma un pochino più sporgente.


Nella versione attuale la batteria è migliorata (il modello attuale ha due ore di autonomia, rispetto ai 60-80 minuti del modello precedente), le altre caratteristiche tecniche sono rimaste pressoché invariate:
  • full HD 1920x1080 a 30 fps, oppure 1280x720 a 60 fps
  • 61mm di lunghezza (inclusa lente) per 35mm per 18mm
  • 42 grammi di peso
  • col cavo USB viene ricaricata e vista come disco USB
  • i tre tasti sono start/stop, mode, on/off.
  • il firmware di bordo prevede diversi setup (risoluzioni minori, modalità foto, autorecord, timestamp, luminosità, ecc.) configurabili in un file SYSCFG.TXT
  • manuali, spiegazioni e forum qui

martedì 31 maggio 2016

lunedì 30 maggio 2016

lunedì 23 maggio 2016

Promemoria: WinPhone

Ma come fai a vivere senza un WinPhone?!?

Bombardoso: Lumia 640 XL (5.7", WinPhone 8.1, GPS, 1Gb RAM, 8Gb flash memory; 172 grammi, microSIM)



Brilluccicoso: Lumia 730 (4.7", WinPhone 8.1, GPS, 1Gb RAM, 8Gb flash memory; peso 132 grammi; dual-SIM microSIM)



Sparagnino: Lumia 550 (4.7", WinPhone 10, GPS, 1Gb RAM, 8Gb flash memory, peso 142 grammi, nanoSIM)