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| Gatta sul monoruota |
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| Gommini |
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| Per depositare plastica/lattine: passare più tardi |
Prestigioso e signorile monoruota Inmotion V11 con oltre 21400 km sul groppone:
| Città del Vaticano: piazza san Pietro |
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| Colosseo |
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| Fori imperiali |
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| Colonna Traiana eretta per festeggiare la conquista della Dacia (cioè la Romania) (non c'entrava tutta nella foto precedente) |
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| Laterano |
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| In treno, ricaricando sia il monoruota che il cellulare |
Ho comprato dall'amazzonics un prestigioso e signorile Document Triturator marchiato AmazonBasics (evidente rebranding di altro prodotto).
Ho scelto quello che fa coriandoli anziché striscioline. Proclama di saper triturare anche compact disc e carte di credito che non prevedo di provare.
Il suo tipico carico di lavoro è di poche decine di pagine al giorno perché dopo un po' di minuti di lavoro continuativo va in surriscaldamento e si ferma per qualche decina di minuti (per poi riprendere da dove si era fermato).
Le specifiche vantano "8 fogli" sminuzzabili contemporaneamente (il manuale indica di non superare l'ottanta per cento di tale possibilità, quindi "8 fogli ma in realtà 6 e speriamo che siano a bassa grammatura").
In realtà, con un solo foglio (carta "da fotocopiatrice", cioè a grammatura 80gr/mq) gira senza sforzo, con due fogli già si sente un po' di sforzo, con tre fogli si sente che è proprio sotto sforzo. (Ok, siamo in estate, fa caldo)
Dunque se si tratta di triturare decine di fogli, è meglio passarglieli uno per volta (in modo da non far surriscaldare subito l'arnese).
Il secchio di raccolta ha una capacità notevole (direi equivalente a parecchie decine di fogli).
Disperde polvere fuori solo quando tagliuzza carta termica (quella degli scontrini).
Le lame andrebbero pulite ogni mese con apposito (e introvabile) "olio per trituratrici" o con costosi "fogli pulenti e lubrificanti". È come per le stampanti: sono economiche solo perché i produttori si rifanno sulle cartucce...
Giudizio finale: di poche pretese, decente, occhio alla manutenzione.
Nella foto la GoPro è senza sportellino e senza batteria (è già alimentata dalla porta USB del monoruota, il glorioso Inmotion V11).
Visto da Castellammare (poco prima della Corderia):
Confronto prezzi in tre anni:
È vero che ci sono piccole migliorie e qualche lieve aumento di cilindrata, ma vedo aumenti dal 13% sul top di gamma e del 17-19% sugli altri...
Fanless e silenzioso. Non ci devono essere parti in movimento, né coil whine. Deve poter essere installato in una camera da letto e funzionare senza dar fastidio a chi ha il sonno molto leggero. (Anche gli eventuali LED devono poter essere coperti). Raffreddamento esclusivamente passivo, dischi esclusivamente allo stato solido. Non deve avere altoparlanti/buzzer.
Pic unrelated
Form factor "lungo" e resistente alle vibrazioni. Il case non deve essere "cubico" ma a parallelepipedo "lungo", in modo da poterlo posizionare ovunque anziché in uno spazio dedicato.
Alimentazione "sporca" e UPS minimale. Deve accettare come alimentazione una qualsiasi tensione fra 10 e 30Vcc, filtrando rumore, sbalzi, ripple, e sopportando (supercondensatori?) black-out di almeno diverse decine di secondi. Cioè deve poter essere alimentato da batterie auto/furgoni, da inverter economici, da alimentatori surplus, da batterie di trapano. L'alimentazione dev'essere l'unico requisito esterno.
Pannello di diagnostica, GPIO, interruttori, sensori, relé. Deve poter "fare cose" in modo nativo. Il pannello deve anche fungere da protezione basilare per sovratensioni e urti, oltre che da tastiera/schermo minimali per BIOS e diagnostica. (Un tastierino da quattro tasti - cioè Enter, Esc, freccetta su e freccetta giù - è già sufficiente; uno schermo da 4 righe per 40 caratteri è già sufficiente).
Potenza di calcolo decente. La CPU deve avere un'architettura ispirata a big.LITTLE, cioè diversificare i core per alte prestazioni e basse prestazioni (col sistema operativo che si occuperà di scegliere in ogni momento dove far girare un thread), e anche qualche mini-CPU supplementare a bassissimo consumo che deve poter interagire col software e con GPIO e affini ("un'Arduino a bordo").
Solo bus USB. Tutte le periferiche (inclusi disco, schermo, rete) devono essere su USB, a costo di avere più hub all'interno. Sul pannello esterno devono esserci interruttori per disattivare le singole porte (togliendovi proprio l'alimentazione), meglio ancora se almeno qualche porta sia disattivabile da software.
Modulare. Tutti i componenti devono poter essere sostituiti o riciclati altrove senza modifiche (facile, per quelli che hanno una porta USB).
Scenari di utilizzo: server in pianta stabile e server/desktop occasionale.
Sony Vaio VGN-NR31S (versione C3LR2XPZ) dell'estate del 2008, gloriosamente ripristinato!
- CPU: Intel Core 2 Duo T5550 a 1,83 GHz (annunciato a gennaio 2008), 2 core, 2 threads, 64 bit, con SSE3 ed EM64T; 32+32 kilobytes di cache di primo livello; chipset Intel 965PM Express
- RAM: due banchi da 1Gb di SODIMM DDR2-666
- BIOS: Phoenix datato dicembre 2007
- HDD: Fujitsu MHY2200B prodotto a marzo 2008, 2.5" SATA da 186 Gb ("200 Gb", cioè 390.721.968
settori da 512 bytes), UDMA/100 sebbene il disk controller sia capace di UDMA/133
- unità ottica: DVD-RAM Matshita UJ870QJ (CD 24×, DVD 8×, DVD-RAM 5×), limitato a UDMA/33
- schermo: 15.4" 1280x800 con GeForce 8400M GT con 128 Mb di GDDR3
- porte: 4× USB 2.0, ethernet su RJ-45, softmodem su RJ-11, IEEE-1394 ("Firewire" 400mbps), mic/ear, VGA, ExpressCard, slot SD, slot MemoryStick.
Da una prima analisi mancavano:
- la batteria (dopo 18 anni sarà stata comunque da smaltire)
- la mini scheda wifi/bluetooth ("perché dava problemi, tanto in ufficio potevo usare il cavo ethernet"); peccato, perché supportava l'802.11n.
Era stato dismesso perché la scheda video 8400M dava problemi di surriscaldamento, oppure "non si accendeva più".
Richiede la classica alimentazione 19V 3.42A, avevo un alimentatore compatibile (dell'Asus) ma non dava segni di vita. Era guasto anche il jack dell'alimentazione! Per cui è bastato saldare un connettore a metà strada fra la motherboard e il jack e... si accende:
Lancio il Memtest dalla pen-drive di installazione Ubuntu 24.04 LTS (long term support). Il test passa, quindi le RAM sono buone, e posso azzardarmi a...
...a installare Ubuntu, che in 2 gigabyte di RAM non sta larghissimo ma ce la fa. Purtroppo si bloccava durante l'installazione a causa di intoppi alla scheda video, per cui ho dovuto ricominciare scegliendo di installare in modalità grafica degradata (la risoluzione appariva 1024×768 o addirittura 800×600) perdendo la possibilità di usarvi un secondo schermo:
L'instabilità e i freeze casuali mi hanno costretto a ricominciare daccapo e installare Ubuntu Server 24.04, che lavora solo in modalità testo (niente grafica) ed è limitato al kernel Linux 6.8 (HWE, hardware enablement, quello per compatibilità con sistemi troppo vecchi o troppo nuovi). Questo Vaio fu lanciato sul mercato tre anni prima che uscisse il kernel Linux 3.0 e un anno prima che uscisse Windows 7...
Spegnendo del tutto lo schermo (può essere già sufficiente rmmod nouveau cioè rimuovere il modulo Nouveau che è quello che si occupa della scheda grafica nVidia), il consumo in idle è 24-25 watt (a cui aggiungere un'altra decina di watt per lo schermo acceso), cioè minimo 18 kilowattora al mese (216 l'anno) esclusi i carichi di lavoro, cioè troppo alto per un server casalingo. Questo implica che lo utilizzerò solo quando ho bisogno di leggere o masterizzare CD/DVD, e per le altre feature introvabili (Firewire, ExpressCard).
Update: aggiunta scheda wifi Intel 4965 e sostituito un banco RAM con uno da 2 Gb (totale attuale: 1+2=3Gb). Il consumo è salito a 29-30 watt in idle e a schermo spento (ma 1 watt lo consuma l'alimentatore Asus anche quando il computer è spento), e fino a 64 watt con CPU a pieno regime e schermo acceso.
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