Ecco Novena, il computer open progettato da bunnie (autore che ho recensito più volte su questo blog da diversi anni). Tutta la documentazione di Novena è open e scaricabile da internet (chi ha fegato, tempo e soldi, se lo può ricostruire già adesso in casa), l'intero sistema operativo è open source e ricompilabile interamente (si tratta di Debian Linux).
L'autore del progetto è quello che a suo tempo aveva craccato la Xbox. Sono anni che di quando in quando lo cito su questo blog.
Ecco alcune caratteristiche tecniche:
- processore classe ARM A9 quad-core a 1.2 GHz
- 4 Gb RAM DDR3-1066
- due porte USB 2.0 capaci del triplo della corrente nominale (1.5A ciascuna)
- due porte ethernet
- FPGA Spartan-6 connessa alla CPU
- interfaccia SATA 3Gbps ma con boot da microSD
- una caterva di GPIO, seriali, accelerometri, EEPROM, eccetera.
La sola motherboard (che ora è già production ready) costa 500$ (più 30 di spedizione in Italia, e tasse escluse) e verrà spedita verso novembre 2014, la versione desktop con display 13" costerà 1195$, il laptop completo di disco SSD, battery-controller, batteria Turnigy, etc: 1995$.
Il prezzo è stratosferico perché questo aggeggio (poco più potente di un tablet di ultima generazione) non è fatto per essere usato ma per essere manipolato, modificato e usato come base per fare esperimenti. Infatti il desktop e il laptop si aprono "al contrario", in modo da funzionare normalmente con tutta l'elettronica a portata di mano e saldatore...
Per chi vuole spararsi le pose, ci sarà una versione con case in legno totalmente lavorata a mano, a soli cinquemila pesos.
Al momento sono indeciso se prendere una motherboard oppure un "desktop". Ho tempo per decidere fino a metà maggio.
Vedo intanto che i contributi alla campagna di crowdfunding, cominciata da pochissimo, stanno salendo a vista d'occhio (da 12680 a 14675 in tre minuti).
mercoledì 2 aprile 2014
Si vocifera di un iPernacchione da 5,5 pollici
Gioite, MACcaroni fanbois!
Preparate i prossimi novecento euro
per farvi allungare il... telefonino Apple!
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| Previsione azzeccata anche stavolta! |
Categoria
apple
martedì 1 aprile 2014
lunedì 31 marzo 2014
DOOM sullo ZX Spectrum
Grazie ad un potente Zx Spectrum 128k e interfaccia dischi con TR-DOS, è possibile giocare al leggendario Doom. Purché ci si abitui alla grafica cubettosa (l'area 3D è ridotta a 64x128 pixelloni) e non proprio velocissima, e alla musichetta di sottofondo simile all'originale ma che suona tanto "otto bit"
domenica 30 marzo 2014
venerdì 28 marzo 2014
giovedì 27 marzo 2014
Mediapad MP101 S2: added external plug
Il plug di alimentazione del glorioso tablet Smartpad 101 S2 aveva il dente tremulo. Quando il dente è caduto, non si caricava più. Così gli ho dovuto saldare un connettore esterno (il vecchio plug è quello in campo giallo):
La cosa oscena di questi tablettini cinesi è che hanno gli stessi difetti degli iPad Apple: tutto è ridotto al minimo indispensabile per sembrare funzionanti. Per cui connettori e tasti sono attaccati con un micro-sputino di saldatura, i fili sono lunghi al millimetrino minimo necessario, i pezzi sembrano ordinati perché stanno (letteralmente) incollati, per smontare e rimontare ci vuole una pazienza da certosino, eccetera...
Gli ingegneri che l'hanno progettato erano particolarmente infami, architettando ogni modo per farlo rovinare da mani non esperte: per esempio, prima di avvitare la motherboard (che nella foto si vede "in piedi" retta da un coccodrillo) occorre spostare verso l'esterno i tastoni del volume (in plastica morbida) perché altrimenti, avvitando, si fracasserebbero i microswitch del volumeup/volumedown per poi accorgersene a montaggio completo (me ne sono accorto involontariamente prima di avvitare: altrimenti addio reflashing).
Nota degna di colore: sul lato oscuro della motherboard ci sono i tre pin TX/RX/GND per la console seriale.
Il tablet sopra citato ha anche un problema strano: ogni tanto va in miserevole crash e va riformattato per intero.
Dopo numerose riformattazioni comincio a sospettare che ci sia un'area della flash memory che ha qualche problema in lettura per cui a volte legge male, e va tutto in tilt e occorre riformattare.
La mia ultima super tecnica mega speciale è:
Non ne posso più di questa ciofeca immonda di Android Diarroid. Visto che gli UbunTablet/UbuntuFonini non sono ancora usciti, è inevitabile che il mio prossimo tablet sarà qualcosa di affidabile, potente, elegante, galattico:
Gli ingegneri che l'hanno progettato erano particolarmente infami, architettando ogni modo per farlo rovinare da mani non esperte: per esempio, prima di avvitare la motherboard (che nella foto si vede "in piedi" retta da un coccodrillo) occorre spostare verso l'esterno i tastoni del volume (in plastica morbida) perché altrimenti, avvitando, si fracasserebbero i microswitch del volumeup/volumedown per poi accorgersene a montaggio completo (me ne sono accorto involontariamente prima di avvitare: altrimenti addio reflashing).
Nota degna di colore: sul lato oscuro della motherboard ci sono i tre pin TX/RX/GND per la console seriale.
Il tablet sopra citato ha anche un problema strano: ogni tanto va in miserevole crash e va riformattato per intero.
Dopo numerose riformattazioni comincio a sospettare che ci sia un'area della flash memory che ha qualche problema in lettura per cui a volte legge male, e va tutto in tilt e occorre riformattare.
La mia ultima super tecnica mega speciale è:
- formattare il tablet (power+volumeup, rockchip batchtool 1.5 da macchina virtuale WinXP, reflash, e ripetere reflash finché la verifica non completa il 100%); il reflash mi dura 126 secondi (strano: a suo tempo durava di meno);
- accendere il tablet e attivare la wifi
- installare qualcosa di grosso che non si usa mai (tipo quella ciofeca di Candy Crush Saga, che è una trentina di megabyte), solo per tenere "occupato ma non usato" lo spazio della partizione delle apps sospettato di essere guasto
- installare gli altri software e configurare il tablet
- attivare gli aggiornamenti automatici e lasciar completare gli update
- incrociare le dita e pregare che regga a lungo (in una settimana fui costretto a riformattarlo tre volte, ma installavo per primi i software che uso davvero).
Non ne posso più di questa ciofeca immonda di Android Diarroid. Visto che gli UbunTablet/UbuntuFonini non sono ancora usciti, è inevitabile che il mio prossimo tablet sarà qualcosa di affidabile, potente, elegante, galattico:
mercoledì 26 marzo 2014
Facebook compra Oculus VR
In principio era John Carmack, l'autore di Doom II.
Carmack e qualche altro talento avevano lanciato il progetto Oculus VR raccogliendo contributi e collaborazione tecnica da appassionati, e vendendo i primi prototipi agli sviluppatori.
Vent'anni dopo Doom II, salta fuori la notizia che l'intero progetto Oculus VR è stato venduto a Facebook per la modica cifretta di due miliardi di dollari: le ore di lavoro e la "scienza" sono state ben pagate ma la cifra è tutto sommato una miseria, se confrontata a Whatsapp (un database e un client), per la quale hanno speso sette volte di più (una media di 45$ per ogni rubrica telefonica).
Lo scopo di Facebook è di far "interagire" i suoi iscritti, registrando ovviamente tutto nei propri database (come hanno sempre fatto) per vendere i log e le statistiche. Gli iscritti a Facebook e le loro "interazioni", infatti, sono la materia prima che Facebook vende alle agenzie.
A suo tempo ero stato seriamente tentato di contribuire anch'io al progetto: ora invece sono contento di non aver avuto il tempo di impegnarmi e di mandare soldi. Infatti poteva capitare anche a me di scrivere qualcosa come l'autore di Minecraft:
Carmack e qualche altro talento avevano lanciato il progetto Oculus VR raccogliendo contributi e collaborazione tecnica da appassionati, e vendendo i primi prototipi agli sviluppatori.
Vent'anni dopo Doom II, salta fuori la notizia che l'intero progetto Oculus VR è stato venduto a Facebook per la modica cifretta di due miliardi di dollari: le ore di lavoro e la "scienza" sono state ben pagate ma la cifra è tutto sommato una miseria, se confrontata a Whatsapp (un database e un client), per la quale hanno speso sette volte di più (una media di 45$ per ogni rubrica telefonica).
Lo scopo di Facebook è di far "interagire" i suoi iscritti, registrando ovviamente tutto nei propri database (come hanno sempre fatto) per vendere i log e le statistiche. Gli iscritti a Facebook e le loro "interazioni", infatti, sono la materia prima che Facebook vende alle agenzie.
A suo tempo ero stato seriamente tentato di contribuire anch'io al progetto: ora invece sono contento di non aver avuto il tempo di impegnarmi e di mandare soldi. Infatti poteva capitare anche a me di scrivere qualcosa come l'autore di Minecraft:
And I did not chip in ten grand to seed a first investment round to build value for a Facebook acquisition."Non ho allungato diecimila testoni per far decollare un investimento che serve a costruire valore per un'acquisizione di Facebook".
martedì 25 marzo 2014
Finalmente ha un volto...
Finalmente ho scovato una rarissima foto dell'autore di una serie che ho letto (riletto e straletto) in formato cartaceo e seguito in formato video (e ri-seguito e ampiamente ri-ri-seguito, al punto di ricordare uno squinterno di battute in lingua originale a memoria)... immortalato abusivamente (odia a morte essere fotografato) durante una più unica che rara sessione di autografi.
lunedì 24 marzo 2014
Lavori in corso!
Inizio lavori: il tetto è già pronto
(per la serie: "riciclare le ultime tegole rosse rimaste"):
progettazione CAD:
(per la serie: "riciclare le ultime tegole rosse rimaste"):
progettazione CAD:
Costruzione quasi completa (mancano ancora ringhiere,
maniglie e altri fronzoli):
Bisognerà installare anche un po' di... pavimenti e scale:
Categoria
LEGO
domenica 23 marzo 2014
sabato 22 marzo 2014
Ekranoplano
Si tratta di un Alekseev KM-03, un "ekranoplano" (cioè un velivolo che vola solo in effetto suolo: tangenza di... tre metri e mezzo), tecnologia sovietica della seconda metà degli anni '60.
Peso a vuoto: mezzo milione di tonnellate.
Payload: 45 tonnellate.
Dimensioni: lungo 106 metri, alto 22, largo 46.
Velocità: 430 km/h (crociera), 740 km/h (400 knots massima).
Autonomia: 3000 km.
Motori: 10 turbogetti (due sotto e otto sul muso) per un totale di 287.000 lbf di spinta (1,28 milioni di newton!)
Corre voce che il programma KM, interrotto dopo un incidente nel 1980 e affossato al crollo dell'Unione Sovietica, sia stato segretamente riaperto da pochi anni per costruire un mostro ancora più grosso.
Peso a vuoto: mezzo milione di tonnellate.
Payload: 45 tonnellate.
Dimensioni: lungo 106 metri, alto 22, largo 46.
Velocità: 430 km/h (crociera), 740 km/h (400 knots massima).
Autonomia: 3000 km.
Motori: 10 turbogetti (due sotto e otto sul muso) per un totale di 287.000 lbf di spinta (1,28 milioni di newton!)
Corre voce che il programma KM, interrotto dopo un incidente nel 1980 e affossato al crollo dell'Unione Sovietica, sia stato segretamente riaperto da pochi anni per costruire un mostro ancora più grosso.
venerdì 21 marzo 2014
Crimea: per il grande Stalin
Crimea, maggio 1944: sul caccia bimotore Petlyakov Pe-2 c'è scritto "Za Vielikogo Stalina!" ("per il grande Stalin!").
Il Pe-2 dell'aviazione sovietica era molto veloce (oltre 600 km/h), era un eccellente bombardiere in picchiata e un ottimo ricognitore (equipaggiabile con un gran numero di macchine fotografiche). Restò in servizio fino al 1949.
Il Pe-2 dell'aviazione sovietica era molto veloce (oltre 600 km/h), era un eccellente bombardiere in picchiata e un ottimo ricognitore (equipaggiabile con un gran numero di macchine fotografiche). Restò in servizio fino al 1949.
mercoledì 19 marzo 2014
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