sabato 31 agosto 2013

50 anni di musicassette

Segnalo uno spettacoloso articolo (in 4 pagine zeppe di foto) sulla nascita, cinquant'anni fa, delle musicassette.


La Philips afferma di aver venduto, dal 1963 al 1988, circa tre miliardi di musicassette (il compact disc era però già nato nel 1982...)

In USA nel 1990 si vendevano 1,5 milioni di musicassette al giorno. Nel 2007 il totale si ridusse a 250.000 musicassette l'anno.

Chi ha abbastanza soldi può permettersi qualche aggeggio "professionale" che usa ancora le musicassette...

venerdì 30 agosto 2013

Mi è semblato di vedele un gatto! (uno?)

mercoledì 28 agosto 2013

Spettacolosa: CODE keyboard


A vederla non si direbbe tanto eccezionale. E poi dar cinesino cin ciao lin di tastiere USB retroilluminate se ne trovano a bizzeffe. Dico subito che costa 149$.

L'ha progettata uno dei miei idoli, Jeff "Coding Horror" Atwood. È una tastiera "per programmatori", o comunque per gente che digita parecchio.

Pur brontolando molto, stiamo faticosamente accettando l'idea che le tastiere "touch-screen" resteranno in auge ancora per molto, molto tempo, perché l'utonto medio non ha bisogno di produrre quotidianamente molta comunicazione scritta. Per cui un po' di software (cioè una tastiera "touch-screen" con autocompletamenti e correttori grammaticali) gli basta e gli avanza.

Ma io non sono l'utonto medio. Io scrivo parecchio: anche per mestiere. E al pari di Jeff Coding Horror sono convinto che la tastiera è una delle più grandi invenzioni dell'umanità. E che pur utilizzando molti tipi di tastiere, i 59 euro spesi per una buona Logitech qualche anno fa sono stati tra i soldi meglio investiti di tutto il decennio.

La tastiera "CODE" non ha un design particolare; è nera, moderna, minimalista. Ha solo:
  • gli introvabili tasti meccanici Cherry MX Clear dal tocco comodo e sicuro
  • il circuito stampato interno con punti di saldatura per ogni tasto (in modo da potersela taroccare in casa, all'occorrenza)
  • i LED caps/scroll/num che non ti accecano gli occhi
  • nessun adesivo imbecille
  • un banco di 6 switch sotto per disattivare il tasto "Windows", per convertire il "Caps Lock" in "Control", e altre funzioni
  • il cavetto da 177cm e una pinzetta per estrarre i tasti per fare pulizie
È la CODE keyboard, in vendita a 149$, in versione "con" e "senza" tastierino numerico.

Ed ovviamente non hanno a disposizione il layout italiano (per il momento).

martedì 27 agosto 2013

lunedì 26 agosto 2013

domenica 25 agosto 2013

Biciclette sfasciate

Lasci la bicicletta in strada attaccata a un palo? Ahi, ahi, ahi...

O passa qualche immigrato a rubarti una ruota, o passa qualche vandalo a piegarti le ruote a pedate, o passano entrambi.

Roma è piena di carcasse di biciclette devastate ma solidamente incatenate ai pali...

sabato 24 agosto 2013

Acorn Electron: cioè il commerciale promette ma non mantiene...


Su The Register è comparso un articolo di elogio per il trentesimo anniversario del lancio dell'Acorn Electron, quello che doveva essere una specie di anti-Spectrum Sinclair e invece fu una cagata colossale.


Nel momento in cui viene annunciato il Sinclair ZX Spectrum, il commerciale della Acorn immediatamente rilascia un'intervista per dire che entro sei mesi cominceranno a vendere un nuovo potentissimo economicissimo computer che straccerà lo Spectrum. Arriverà sul mercato con un anno di ritardo, dando tempo alla Sinclair e alla Commodore di invadere il mercato.

Sempre lui lascia trapelare alla stampa in un'intervista successiva che il prezzo del nuovo potentissimo Electron sarà inferiore a quello dello Spectrum. Infatti l'Electron costerà 199 sterline quando lo Spectrum 48k costava 129,50 e il Commodore Vic-20 veniva offerto col registratore in omaggio.

Per motivi di economia, nel design dell'Electron vengono castrati non solo i connettori per le periferiche, ma anche i modi video e le caratteristiche audio. Nonostante sulla stampa piovano recensioni entusiastiche sulle riviste inglesi per questo nuovo "prodotto inglese", a mezza bocca si ammette che la velocità di elaborazione fa cagare e che l'audio va bene solo per i videogiochi, se non fosse che la grafica è lenta... Il commerciale infine ammette di aver spostato la produzione a Singapore perché lì sono tecnologicamente più attrezzati e più economici.

Sempre lui, in un'altra intervista, afferma che il design dell'Electron è rivoluzionario: pochi chip (promessa effettivamente mantenuta) e il grosso della logica e della parte video concentrati in una ULA (Uncommitted Logic Array: idea copiata dal Sinclair ZX Spectrum) e... uh... ehm... solo quattro chip di memoria RAM a 64 kilobit ciascuno (per un totale di 32 kilobytes RAM). Solo quattro chip: ossia, per prelevare un byte dalla RAM, occorrono due letture consecutive di 4+4 bit, cioè accesso alla RAM a velocità dimezzata! Vergogna! Vergogna!!

Fino a poco prima del lancio c'erano stati gravi problemi di design e addirittura un contenzioso con la Ferranti, che giurava di consegnare le ULA funzionanti. Si scoprì poi che aveva ragione: il problema del surriscaldamento del chip video e delle "macchie" sullo schermo era dovuto a un pasticciaccio fatto con le tensioni di alimentazione.

L'anti-Spectrum fallì con somma ignominia. Per le mancate vendite e per altri fattori la Acorn andò in crisi e la Olivetti nel febbraio 1985 ne acquisì il controllo, lasciando che gli inglesi comprassero a prezzo stracciato (129,50 sterline, praticamente il prezzo dello Spectrum 48k) il resto degli Electron ancora ammassati in magazzino. I successori degli Electron non vedranno mai la luce.

La cosa più spassosa è che nella Acorn il progetto del processore ARM era cominciato nel tardo 1983, proprio al momento del lancio dell'Electron. L'ARM, dopo otto generazioni, è in auge ancor oggi.

giovedì 22 agosto 2013

martedì 20 agosto 2013

Bitcoin: riconosciuto dalla Germania

Pochi giorni dopo il caso dell'indagine in USA, il ministero delle Finanze della Germania ha riconosciuto al Bitcoin lo status di "moneta privata". La notizia è comparsa ieri sul quotidiano Die Welt.

In realtà Bitcoin non va inteso soltanto come una "moneta" del tutto esterna al sistema bancario, ma come un database di transazioni autenticate. Cioè come un sistema finanziario completo, fondato su pilastri diversi di quello tradizionale: anzitutto il fatto che sia la "moneta" che le "transazioni" non hanno bisogno di nulla di fisico: sono bit in circolazione in un circuito peer-to-peer, che sparirebbero solo nel momento in cui tutti i client cancellassero la propria copia del pubblico database (¹).

Nonostante il suo piccolo successo (si stima che l'economia Bitcoin equivalga a oltre 1,1 miliardi di dollari) non ha ancora realmente preso piede, sia per questioni di mentalità (siamo ancora tutti abituati a soldi "tangibili": cartamoneta, carte di credito, filiali della banca...) sia per la diffidenza dei centri di potere ("gnè-gnè! lo usano per la droga e il riciclaggio!" come se esistesse una moneta che non viene mai usata per la droga e il riciclaggio).

Pochissimi commercianti accettano pagamenti in Bitcoin perché il valore dei Bitcoin è ancora parecchio fluttuante (in questi ultimi sei mesi è oscillato dai 40 ai 180 euro, attestandosi in questi giorni poco sotto i 90); il numero però sta crescendo, ed oltre ai servizi cominciano a comparire anche merci.

Esistono numerose altre cryptocurrencies simili al Bitcoin ma nonostante i loro trionfanti ed elegantissimi siti web, per ora nessuna ha contemporaneamente la sicurezza e la diffusione di Bitcoin. Che per questo motivo sta attirando da tempo l'attenzione di USA e Germania (²).

L'interesse della Germania è evidentemente quello di tassare questa "ricchezza" circolante. Sarà divertente vedere come l'efficientissimo sistema fiscale tedesco (³) tenterà di aggirare le caratteristiche intrinseche del sistema Bitcoin.

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¹) In tal senso internet è un "luogo", non soltanto un "veicolo", come già anticipato da romanzi di fantascienza e serie di animazione giapponese.

²) È un grossissimo problema di cui le istituzioni non si rendono conto: qualsiasi "cosa" che può far circolare dati, può anche far circolare "autenticazioni", "valore", "transazioni", "contratti"... cioè può essere base per un'economia totalmente alternativa. Anche nell'ipotesi in cui riescano a "tassare i Bitcoin", esistono già alternative concrete e collaudate. Sono state la crittografia strong e la diffusione capillare di internet [internet da intendersi come tecnologia, non come "mouse, tastiera, facebook e google"; delle "darknet" parleremo più in là] che hanno potuto far nascere cose come Bitcoin.

³) Talmente efficiente che lì puoi comprare un SUV pagando in contanti senza che nessun cittadino e nessuna istituzione statale siano tentati di pensare che sei un furbo, un evasore, un riciclatore, un criminale.

lunedì 19 agosto 2013

sabato 17 agosto 2013

Inventario binari: oltre 40 metri

Ho un po' scialato coi binari LEGO® e quindi ora inventariando mi ritrovo:
  • 144 binari dritti
  • 83 binari curvi (cifra dispari causa acquisto sfusi)
  • 10 scambi (cinque destri e cinque sinistri)
  • cinque incroci "9V" (quelli a forma di "+")
  • 352 mini-binari "flexi" (ce ne vogliono 4 per formare uno diritto o uno curvo)
per un totale di oltre quaranta metri lineari di binari ad esclusione di scambi e incroci.

Solo quaranta metri? Rispetto a certi soci dell'Italian LEGO Users Group sono proprio un pivellino...


Materiale ferroviario che ci ho fatto girare sopra (non presente in foto):
  • tre treni passeggeri 7938
  • due treni merci Maersk 10219

venerdì 16 agosto 2013

giovedì 15 agosto 2013

Il Commodore 64 è una Grande CIOFECA !!!

Segnalo ai lettori un altro blog che dimostra che il Commodore 64 è stata la più grande ciofeca di tutti i tempi:

http://commodore64crap.wordpress.com/


Alcuni consigli dati da quel blog:
- accettare il C64 (nel senso di farlo a pezzi con l'accetta!)
- dargli fuoco
- fargli passare dentro un po' di corrente ad alta tensione!

Spassoso quando racconta del naufragio: nel 1978 naufragammo su un'isola, avevamo solo alcuni Commodore PET computers, e per anni e anni usammo solo quelli... ci vennero a salvare nel 1984, e scoprimmo che il mercato era invaso dai Commodore 64: praticamente uguali ai PET di tanti anni prima! e il suo BASIC era rimasto lo stesso, mentre tutti i concorrenti erano anni luce più avanti!

Quel BASIC trogloditico del C64 (per cui praticamente TUTTO si faceva a suon di PEEK/POKE) fece risparmiare alla Commodore oltre 50 milioni di dollari in royalties (infatti alla fine la Commodore fallì lo stesso).





La pubblicità del Commodore 64 in Italia diceva che il C64 può "produrre effetti tridimensionali": ah, ah, ah!!! esatto! come il prestigioso gioco Le Mans, qui sopra fotografato!

mercoledì 14 agosto 2013

Ubuntu Edge sfonda i 10 milioni di crowdfunding

Tragico errore della Canonical: hanno lanciato l'iniziativa di crowdfunding del telefonino Ubuntu Edge quando erano pronti a lanciare il progetto - cioè in piena estate, cioè nel momento peggiore per lanciare un'iniziativa del genere. Non era un obiettivo troppo ambizioso: era semplicemente il momento sbagliato, quando tutti stanno in ferie.


Comincio seriamente a dubitare che riesca a raccogliere i 32 milioni di dollari previsti entro la scadenza del mese della campagna: mancano solo 8 giorni al 21 agosto (nota il 4% di tale somma se lo pappa la piattaforma Indiegogo per aver organizzato il crowdfunding: un po' come le "tariffe ebay" e le percentuali "vendita con paypal").


Intanto la buona notizia è che in poche settimane ha riscosso l'interesse di parecchie migliaia di persone (persino gente che pur non volendo comprare l'ubuntufonino per eccellenza, donava 50 dollari a fondo perduto).

E un'altra buona notizia è che da quando l'ho prenotato anch'io cinque sere fa (ero uno dei primi mille), le prenotazioni sono raddoppiate (ora superano duemila).

martedì 13 agosto 2013

Linux gira perfino sulle memory card

Questa sotto sembra solo una memory-card che "scarica via wifi" le foto:

In realtà a bordo c'è un sistema Linux (processore classe ARMv5l) con tanto di stack tcp/ip, networking wifi e webserver.

Ora, siccome i programmatori Transcend saranno interinali sottopagati, il codice del webserver (e gli script Perl di supporto) sono scritti un'emerita ciofeca, e persino la password è in chiaro ("admin").

E così Pablo, smanettando un po', è riuscito ad avere accesso root "entrando" direttamente nel sistema operativo della memorycard...

L'articolo completo dove spiega i tentativi che ha fatto (e come c'è riuscito) è qui:

http://haxit.blogspot.ch/2013/08/hacking-transcend-wifi-sd-cards.html

Alcuni esempi delle vaccate dei programmatori (ecco come nascono le catastrofiche "vulnerabilità" dei grossi sistemi):
  • vietano di andare nella directory principale ma non vietano di usare "puntino puntino" nei filename /../../../
  • riconoscono come validi i files che contengano l'estensione GIF JPG BMP PNG ma dimenticano di specificare che il filename deve terminare con quell'estensione
  • dividono un filename a partire dagli slash o dai backslash ma non controllano se un filename contiene sia gli uni che gli altri
  • lanciano comandi shell utilizzando il contenuto di variabili da un form "POST" senza controllare che non contengano immondizia
  • hanno disabilitato dal busybox le funzioni mai necessarie all'utente (netcat, telnet...) ma non hanno previsto che il semplice wget potesse essere utilizzato per tirar dentro un nuovo busybox contenente quelle funzioni.
Il tipico programmatore esperto di Perl Javascript Html si sarà vantato col suo capo: "ho perfino disabilitato netcat, telnet e le altre cose che usano gli hacker! questo è un sistema sicuro, ci metto la mano sul fuoco!" E il capo: "netcat? cos'è netcat?"

lunedì 12 agosto 2013

domenica 11 agosto 2013

Precisione GPS al centimetro

Nel migliore dei casi la posizione rilevata da un ricevitore GPS ha un margine di approssimazione dell'ordine di alcuni metri.

Alcuni apparati molto costosi (sopra i 10-20mila euro) promettono una precisione maggiore, con un margine di errore attorno il centimetro. Il trucco sta nell'utilizzare due ricevitori GPS diversi ad una distanza fissa (uno da usare come "riferimento" in tempo reale) calcolando la differenza sul segnale piuttosto che sulla lettura calcolata della posizione. Tale trucchetto è chiamato RTK (real time kinematics).


Immagine 1: calcolo della posizione "triangolando" sulle distanze dei satelliti GPS "in vista".


Immagine 2: la ionosfera "rallenta" il segnale GPS, di fatto aggiungendo un margine di errore (da 10 a 300 metri).


Immagine 3: il metodo RTK confronta la fase dell'onda "carrier" (quella da 19cm) dell'apparato GPS in volo con quella dell'altro apparato a terra. Con un 5% di margine di errore, si ottiene un errore medio di circa un centimetro (5% di 19cm). Su Wikipedia c'è tutta la teoria per


Immagine 4: una volta che l'apparato GPS di bordo è "sincronizzato" con quello di terra, la precisione delle letture in volo può essere aumentata con i dati ricevuti da terra. La precisione può essere aumentata anche usando altre fonti (per esempio sistemi inerziali), facendo lievitare ulteriormente i costi.

Nota: i navigatori per autoveicoli "migliorano" la precisione facendo assunzioni sul proprio utilizzo (esempio: se negli ultimi tot secondi l'auto andava verso nord, allora dev'essere per forza nella corsia in direzione nord; non in mezzo alle campagne o sui binari del treno).

Il GPS è una specie di bestia mitologica: "in qualunque momento abbiamo la posizione!" e invece, fra stradine strette e palazzi alti, fra tunnel e garage, e tutte le volte che non sta con l'antenna ad abbondante vista di cielo, fa venire il mal di pancia. Il progetto presentato su Hackaday, per soli 900 dollari (di cui è facile supporre meno di 100 di hardware e più di 800 di software) fa l'RTK presumendo che entrambi i GPS siano "a vista di cielo" e le comunicazioni tra i due siano sempre ben sincronizzate (l'uso di Zigbee mi lascia un po' perplesso).

Applicazioni commerciali: non c'è ancora abbastanza "infrastruttura" per sviluppare applicazioni che richiedano "precisione al centimetro" (o anche "ai 10 centimetri") anche senza "vista di cielo". In un prossimo futuro vedremo sviluppare ognuno i propri sistemi di posizionamento (per esempio antennine in ogni angolo di ogni piano del supermercato, che trasmettano qualcosa di rilevabile se non dai GPS almeno da ricevitori su misura), anche perché lo spazio attorno alla terra è già affollato ed è costoso da affollare ancora.

sabato 10 agosto 2013

Ubuntu Edge: LO VOGLIO !!!

Se non vedi il video qui sotto, clicca qui!
(e gli ultimi 40 secondi del video contengono il "trailer teaser").



Erano settimane che vivevo sulla luna e non leggevo blog di tecnologia e mi ero perso l'evento più importante del 2013: la presentazione di Ubuntu Edge, cioè "la Ferrari dei telefonini".

Per soli 695 dollari (più 30 di spedizione in Italia), a maggio 2014 consegnerebbero un gioiello del genere basato su Ubuntu, con caratteristiche tecniche da far impallidire qualunque altro cellulare.

Naturalmente le specifiche hardware non sono ancora tutte finalizzate (la data di consegna è lontana, e si può ancora migliorare qualcosa strada facendo).

Maggior pregio: lo schermo da 1280x720 da 4,5 pollici (Ubuntu Edge non fa la stupida corsa ai megapixel) sotto il quale c'è abbastanza potenza da "desktop" (processore multicore con 4 Gb RAM, 128 Gb storage, eccetera).

Due motivi per acquistarlo:
1) Ubuntu!
2) design bellissimo

Maggior difetto: il dual boot con Android: evidentemente non sono del tutto sicuri di poter consegnare a maggio un Ubuntufonino senza pecche software, e perciò ci mettono anche quella tremenda diarrea di Andiarroid, che è abbastanza collaudato e "pieno di apps". Pazienza. (ma forse è solo un trucchetto per far mostrare ad ogni utente quanto Ubuntu vada meglio di Android)

Previsione del lotto di produzione: attorno ai 40.000 Ubuntu Edge.

Costo della realizzazione: enorme, perché per garantire che non ci siano né ritardi né vaccate né furbate su un lotto di hardware che richiede milioni di pezzi e un interminabile terremoto di design, verifiche, certificazioni, autorizzazioni, piripicchi e piripocchi, hanno dovuto tenersi "larghi". La stima fatta dalla Canonical è di 32 milioni di dollari, che tutto sommato sarebbero l'investimento di una qualsiasi grossa azienda.

L'ingegnerizzazione, arditissima sugli aspetti più importanti (prestazioni, durata batteria, schermo, eccetera) non ha ceduto alla tentazione di infilarci ogni idiozia possibile e immaginabile (non si trattava mica di accontentare gli utonti, per i quali basta la "mela" e i "tanti mega-pìcchesel").

Non sarà in vendita nei negozi: o lo si prenota entro la scadenza, o si perde il treno in attesa che qualche grossa casa produttrice investa altrettanto. Sempreché la campagna abbia successo: un solo dollaro in meno rispetto all'obiettivo dei 32 milioni, e addio Ubuntu Edge (se invece ha successo, promettono già di cominciare un'altra campagna per un nuovo ubuntufonino più economico).

La campagna adesioni va dal dal 22 luglio al 21 agosto 2013. Ad oggi (10 agosto) le prenotazioni assommavano a ben oltre 9 milioni di dollari di cui un terzo entro le prime ventiquattr'ore, cosa che ha stracciato tutti i precedenti record di crowdfunding.

Purtroppo la data scelta per la campagna è stata pessima (periodo di ferie: come fai a raccogliere una media di almeno un milione di dollari al giorno?) e per di più temo che molti possibili entusiasti stiano riflettendo se sia il caso di investire soldi da qui a maggio 2014 oppure aspettare le novità invernali del mercato e i loro cali di prezzo in primavera.

Infatti siamo ad oltre metà campagna, e i fondi raccolti sono meno di un terzo del previsto; se fallisce l'obiettivo dei 32 milioni di dollari, allora chi ha prenotato/donato si vedrà restituire i suoi soldi e il progetto Ubuntu Edge resterà negli annali come esempio della tirchieria degli ubuntisti sfegatati.

Lo scopo di Ubuntu Edge è di trainare dappertutto l'adozione di Ubuntu su telefonini e tablet. Per questo deve essere "la Ferrari dei telefonini": perfezione nel design, a costo di scontentare gli utonti che ci vorrebbero dentro anche la caffettiera.


LO VOGLIO!!!


Ieri sera l'ho prenotato anch'io... e se la campagna raggiunge i fatidici 32 milioni di dollari, quei miei 546€ (cioè 725$: cioè 695+30) saranno i meglio investiti di questi ultimi anni.

mercoledì 7 agosto 2013

E poi dicono che li prendiamo per il sedere!

La Apple colleziona figuracce mondiali a tutta forza!

Dopo aver scoperto che le tastiere dei computer Mac possono essere vettori di malware e virus (sì, proprio le tastiere!), dopo gli iPhone che vanno a fuoco, gli schermi dei Macbook che s'ingialliscono, gli hard disk che "aumentano di capacità" perché la nuova release divide i kilobytes per 1000 anziché per 1024, gli iPad/iPhone che spiano la posizione GPS dell'utente e la mandano al server Apple, le vulnerabilità di sistema corrette dopo oltre quattro anni, i MacbookPro che si surriscaldano a più di 100 gradi (ci hanno fritto le uova!), la release di OSX che cancellava da sola tutti i dati utente, l'AppleStore che consiglia agli utenti Apple di comprarsi un antivirus, dopo gli iPhone che se li tieni in mano perdono il segnale... ecco a voi:

iniettare malware in un iPhone usando solo un caricabatterie modificato!

Apple, vergogna, vergogna, VERGOGNA!!!





Per la cronaca, il "caricabatterie modificato" era una Beagleboard con un cavo e un connettorino formato iPhone.

L'articolo completo è su ZDnet.

domenica 4 agosto 2013

venerdì 2 agosto 2013